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Trentino: raccolte firme per educazione al rispetto e alla parità

Un’ondata di rinnovamento culturale e sociale investe il Trentino con l’avvio di una raccolta firme di rilevanza cruciale: la proposta di un disegno di legge di iniziativa popolare volta a reimpostare e potenziare l’educazione relazionale, focalizzandosi sulla parità di genere e il rispetto delle differenze.

L’iniziativa, sostenuta da un ampio e diversificato consorzio di associazioni – dall’Osservatorio interreligioso sulle violenze contro le donne (Oivd) al Coordinamento donne dell’Anpi, passando per il Centro antiviolenza, le Acli, l’Associazione laica famiglie in difficoltà (Alfid) e l’Aps Ballerio – riflette una profonda preoccupazione e un impegno condiviso per la promozione di una società più equa e inclusiva.

La genesi di questa proposta affonda le radici in un vuoto legislativo che ha segnato il panorama educativo trentino.
La cancellazione, nel 2018, dei precedenti percorsi di educazione alle relazioni di genere, come documentato nel libro “Generare parità” di Barbara Poggio e Gaia Celebrin, ha lasciato un’eredità di disorientamento e la sensazione di una opportunità persa, un freno allo sviluppo di competenze fondamentali per le giovani generazioni.

L’assenza di un quadro educativo strutturato ha lasciato spazio a interpretazioni distorte e potenzialmente dannose, alimentando stereotipi e pregiudizi.

Il disegno di legge di iniziativa popolare intende colmare questa lacuna con una visione olistica e organica.
Non si tratta di un semplice ritorno al passato, bensì di una rielaborazione volta a integrare la legislazione provinciale sulla scuola (legge numero 5 del 7 agosto 2006) con strumenti e risorse innovative.

L’obiettivo primario è la formazione continua del personale scolastico, considerato elemento chiave per la disseminazione di una cultura del rispetto e dell’inclusione.

Un pilastro fondamentale della proposta è l’istituzione di un Comitato Scientifico, dotato di funzioni organizzative e di supervisione, che opererà come motore intellettuale dell’iniziativa.

Questo organismo avrà il compito cruciale di redigere le linee guida attuative, elaborare un piano strategico per l’educazione relazionale e garantire la coerenza e la qualità degli interventi.
La creazione di moduli didattici specifici, adatti a diverse fasce d’età e contesti educativi, rappresenta un altro elemento chiave per rendere l’educazione relazionale accessibile e coinvolgente.
Riconoscendo la centralità del coordinamento a livello locale, la proposta prevede l’individuazione di referenti all’interno delle scuole, figure di riferimento per l’implementazione dei progetti e la gestione dei rapporti con le famiglie e la comunità.
Infine, l’istituzione di un fondo provinciale dedicato rappresenta un investimento strategico per sostenere finanziariamente le attività di formazione, la produzione di materiali didattici e la realizzazione di progetti innovativi.

La raccolta firme, aperta fino al 12 gennaio, si dispiegherà attraverso una rete capillare di banchetti informativi nei principali comuni del Trentino e attraverso eventi dedicati, invitando la cittadinanza ad abbracciare questa opportunità di costruire un futuro più giusto e rispettoso per tutti.

Questa è una chiamata alla responsabilità collettiva, un atto di speranza per le generazioni future.

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