L’industria turistica altoatesina naviga in acque agitate ma promettenti, come emerge dall’analisi autunnale dell’Ire (Istituto di Ricerca Economica) della Camera di Commercio di Bolzano.
Il settore, lungi dall’essere statico, si rivela un complesso ecosistema in rapida trasformazione, caratterizzato da una resilienza notevole e da una diversificazione strategica che ne ampliano le prospettive di crescita.
I primi dieci mesi del 2025 testimoniano un incremento complessivo dei pernottamenti, raggiungendo la cifra di 34,4 milioni, un dato positivo che segna un aumento del 2,4% rispetto all’anno precedente.
Questa performance, tuttavia, non è il risultato di una crescita uniforme.
Sebbene le presenze italiane abbiano mostrato una lieve crescita (+1,2%), il tradizionale flusso di turisti tedeschi ha subito una contrazione del 3,1%.
Questa diminuzione, lungi dall’innescare una spirale negativa, si è rivelata un catalizzatore per una ri-allocazione delle risorse e per un’accelerazione della diversificazione dei mercati turistici.
L’incremento esponenziale (+14,9%) delle presenze provenienti da Paesi esteri diversi dalla Germania, sottolinea una capacità di adattamento e una lungimiranza strategica che permettono al settore di mitigare i rischi legati alla dipendenza da un singolo mercato.
L’analisi dell’Ire evidenzia anche un andamento favorevole per quanto riguarda l’occupazione.
Tra gennaio e ottobre, il settore ha impiegato in media quasi 37.800 dipendenti, segnando un aumento del 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2024.
Questo dato riflette non solo la vitalità dell’economia turistica, ma anche la creazione di nuove opportunità di lavoro, con un impatto positivo sul tessuto sociale ed economico della regione.
Il sentiment degli operatori del settore è altamente positivo.
La redditività conseguita nel corso dell’anno, percepita come “buona” da oltre un terzo degli intervistati, alimenta la fiducia nel futuro.
Le aree dell’Alta Valle Isarco, del Burgraviato e della Valle Isarco si distinguono per valutazioni particolarmente incoraggianti, indicando una potenziale concentrazione di eccellenze e una capacità di offrire esperienze turistiche distintive.
Anche i segmenti della ristorazione e dei bar, tradizionalmente cruciali per l’esperienza turistica, registrano performance solide.
Circa nove imprese su dieci si attendono risultati d’esercizio “soddisfacenti” o addirittura “buoni”, con un’accelerazione della dinamica dei fatturati, soprattutto tra i gestori di bar e caffè.
La gestione dei costi, inoltre, si è dimostrata più efficiente rispetto al comparto dell’alloggio, contribuendo a preservare la redditività.
“Il calo delle presenze tedesche, lungi dall’essere un campanello d’allarme, ci ha spinti a rafforzare la nostra capacità di attrarre visitatori da altre aree geografiche,” commenta il presidente Michl Ebner.
“Il turismo si conferma un motore essenziale per la crescita economica, una fonte di reddito vitale anche per le zone più remote e meno servite.
” L’attenzione alla sostenibilità, all’innovazione nell’offerta turistica e alla valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale si configurano come leve strategiche per consolidare la competitività del settore e per affrontare le sfide del futuro.
La capacità di adattarsi a un panorama turistico in continua evoluzione e di cogliere le opportunità offerte dalla diversificazione dei mercati sarà determinante per mantenere la traiettoria di crescita e per garantire un futuro prospero per l’industria turistica altoatesina.

