Il primo settembre 1943 segnò l’inizio di una dolorosa stagione per Trento, sconvolta dal primo bombardamento anglo-americano.
L’attacco, perpetrato in un contesto storico di guerra e occupazione, si concentrò sull’area della Portela, infliggendo perdite umane devastanti: circa duecento vite civili vennero spezzate in un istante.
Il dramma, che incise profondamente nella memoria collettiva trentina, è oggetto di una riflessione articolata promossa dalla Fondazione Museo storico del Trentino e dall’Associazione nazionale vittime civili di guerra – sezione di Trento.
Questi due istituti, impegnati nella conservazione della memoria e nella promozione della cultura della pace, hanno organizzato iniziative per commemorare l’evento e per offrire una prospettiva più ampia sulla complessità del periodo storico.
Il primo appuntamento, “Storie d’archivio.
Il bombardamento del 2 settembre 1943: la vicenda di Girolamo Trenner e delle sorelle Celva”, si terrà lunedì 1° settembre alle ore 17:30 presso l’Officina dell’Autonomia, in via Tommaso Gar.
L’incontro si propone di ricostruire, attraverso documenti d’archivio e testimonianze dirette, le storie individuali che si celano dietro le statistiche: la vicenda di Girolamo Trenner e delle sorelle Celva, due figure emblematiche di una popolazione civile improvvisamente catapultata nel vortice della guerra.
Si tratta di ricostruire vite interrotte, sogni infranti e la fragilità dell’esistenza di fronte alla violenza indiscriminata.
Il giorno successivo, martedì 2 settembre alle ore 18, la comunità trentina si raccoglierà al cimitero monumentale, presso il monumento ossario, per una solenne commemorazione.
Questo luogo, custode silenzioso di un dolore immenso, rappresenta un punto di raccordo tra il passato e il presente, un invito alla riflessione sulla necessità di non dimenticare e di costruire un futuro basato sulla pace e sulla giustizia.
Interverranno all’incontro del 1° settembre Fabio Mattevi, presidente della sezione di Trento dell’Associazione nazionale vittime civili di guerra, che offrirà una testimonianza diretta e una prospettiva sulla condizione delle vittime e delle loro famiglie; Giuseppe Ferrandi, direttore della Fondazione Museo storico del Trentino, che offrirà una cornice storica e interpretativa; e Jessica Ognibeni, anch’essa della Fondazione Museo storico del Trentino, che curerà la presentazione dei materiali d’archivio e si occuperà di approfondire aspetti specifici della vicenda.
L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio di ricerca e divulgazione storica, volto a promuovere la conoscenza del passato e a sensibilizzare le nuove generazioni sui temi della guerra, della pace e della memoria.