La giovane e acclamata direttrice Vanessa Benelli Mosell, figura di spicco nel panorama musicale contemporaneo, ha incantato ieri sera a Bolzano, guidando l’Orchestra Haydn di Trento e Bolzano in un concerto che ha saputo coniugare tradizione e innovazione.
La sua presenza, a soli trentasette anni, testimonia la crescente affermazione di talenti femminili in un mondo, storicamente dominato da figure maschili, e segna una nuova era per la direzione d’orchestra.
La sua parabola ascendente è iniziata in tenera età.
Già a tre anni, il talento musicale di Vanessa emergeva, alimentato da una passione innata e coltivato con rigore.
A sette anni, l’ammissione all’Accademia Pianistica di Imola segna un passaggio cruciale, che la proietta in un percorso di eccellenza.
Il debutto come solista con orchestra, a soli nove anni, rivela un’abilità eccezionale e una maturità artistica sorprendente.
La formazione di Benelli Mosell è un vero e proprio mosaico di esperienze formative, che l’hanno resa una direttrice poliedrica e sofisticata.
Dopo una profonda immersione nella cultura musicale russa presso il Conservatorio Čajkovskij di Mosca, ha affinato le sue competenze presso il prestigioso Royal College of Music di Londra.
Questo itinerario globale ha contribuito a forgiare un’estetica musicale ricca e sfaccettata, capace di interpretare con profondità i capolavori del repertorio classico.
La carriera di Vanessa Benelli Mosell non si è limitata al pianoforte.
Abbandonata la carriera pianistica, si è dedicata con passione alla direzione d’orchestra, conseguendo diplomi presso il Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano e perfezionandosi presso la Hochschule für Musik Franz Liszt di Weimar, sotto la guida del rinomato Ekhart Wycik.
Quest’ultimo periodo di studi si è rivelato fondamentale per affinare le sue capacità interpretative e per sviluppare una visione personale della direzione d’orchestra.
Il concerto di ieri sera, all’Auditorium di Bolzano, ha offerto al pubblico un programma di grande impatto emotivo.
La scelta di opere di Rossini, Beethoven e Schubert, apparentemente classiche nel loro rigore formale, ha permesso a Benelli Mosell di mettere in luce la sua capacità di tessere un filo conduttore tra epoche e stili diversi.
L’interpretazione de “Il Barbiere di Siviglia” di Rossini ha esaltato la vivacità e l’energia dell’opera, mentre la Sinfonia n. 4 di Beethoven, con la sua maestosità e il suo profondo significato, ha suscitato emozioni intense e contrastanti.
La Sinfonia n. 6 di Schubert, con la sua malinconia e la sua bellezza pastorale, ha offerto un momento di riflessione e di contemplazione.
L’aggiunta, come encore, dell’Ouverture delle Nozze di Figaro di Mozart ha sigillato un concerto memorabile, un omaggio all’arte e alla gioia di fare musica.
La sua direzione, precisa e appassionata, ha saputo valorizzare al meglio il talento dei musicisti dell’Orchestra Haydn, regalando al pubblico un’esperienza indimenticabile.
Il tour in Cina con l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino sotto la direzione di Zubin Mehta testimonia il suo riconoscimento internazionale e la sua capacità di dialogare con pubblici diversi.

