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Trentino: modello virtuoso per la spesa farmaceutica

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Bolzano, NIC Novembre 2025: Inflazione in rallentamento, ma prezzi ancora in crescita.

A novembre 2025, l’analisi dell’Indice dei Prezzi al Consumo (NIC) per l’intera collettività, con e senza tabacchi, rivela dinamiche economiche complesse nel contesto bolzanino.
Rispetto al mese di ottobre, si osserva una modesta flessione dello 0,3% nel NIC complessivo, un dato che contrasta con l’incremento più significativo del 2,0% registrato rispetto a novembre dell’anno precedente.
Questo dato, che a ottobre aveva indicato un aumento annuale del 1,9%, suggerisce un rallentamento dell’inflazione, pur mantenendo un contesto di crescita dei prezzi rispetto all’anno precedente.
L’Indice NIC privo dei tabacchi segue un andamento simile, evidenziando una diminuzione congiunturale dello 0,3% e un aumento tendenziale del 1,9%.
Tale discrepanza tra l’indice complessivo e quello depurato dai tabacchi sottolinea l’impatto specifico dei prodotti del tabacco sull’inflazione percepita dalle famiglie.
L’esame delle singole divisioni rivela una dicotomia tra settori in espansione e altri in contrazione.
Il settore “Altri beni e servizi” emerge come il motore della crescita congiunturale, registrando un incremento dello 0,5%, seguito dall'”Abbigliamento e calzature” con un aumento dello 0,3%.
Questi incrementi potrebbero riflettere una maggiore propensione alla spesa in servizi non essenziali o un aumento della domanda di beni durevoli.

Al contrario, settori come le “Comunicazioni” (-0,9%), i “Prodotti alimentari e bevande analcoliche” (-0,8%) e i “Servizi ricettivi e di ristorazione” (-0,7%) mostrano una diminuzione rispetto al mese precedente.
Questi dati potrebbero indicare un’attenuazione della domanda in questi settori, magari a causa di fattori stagionali, cambiamenti nelle abitudini di consumo o variazioni nei prezzi offerti dai fornitori.
L’assenza di variazioni nei settori “Mobili, articoli e servizi per la casa”, “Servizi sanitari e spese per la salute” e “Istruzione” suggerisce una stabilità relativa in questi ambiti, forse indicativa di una maggiore rigidità dei prezzi o di una domanda costante.

L’analisi tendenziale, che confronta i prezzi di novembre 2025 con quelli di novembre 2024, evidenzia una crescita più accentuata in alcune divisioni cruciali.
I “Servizi ricettivi e di ristorazione” spiccano con un incremento del 5,7%, un dato che potrebbe essere attribuibile a un aumento del turismo o a una maggiore domanda interna.
Segue l’aumento dei “Servizi sanitari e spese per la salute” (+3,9%), riflettendo le pressioni sui costi nel settore sanitario o un aumento della domanda di prestazioni mediche.
L’incremento dei “Altri beni e servizi” (+3,3%) e dei “Prodotti alimentari e bevande analcoliche” (+2,9%) contribuisce ulteriormente a delineare un quadro di aumento generalizzato dei prezzi.

Tuttavia, l’analisi rivela anche settori che hanno registrato una diminuzione dei prezzi rispetto all’anno precedente, in particolare le “Comunicazioni” (-5,3%), l'”Abitazione, acqua, elettricità e combustibili” (-4,9%) e i “Mobili, articoli e servizi per la casa” (-0,3%).
La flessione nei costi energetici, in particolare, potrebbe avere un impatto positivo sul potere d’acquisto delle famiglie.

L’assenza di divisioni invariate rispetto a novembre 2024 indica una dinamica economica variegata, con prezzi in costante evoluzione in tutti i settori.

In sintesi, i dati di novembre 2025 presentano un quadro complesso di rallentamento dell’inflazione congiunturale, ma con una crescita persistente dei prezzi rispetto all’anno precedente.
La disamina settoriale rivela una dicotomia tra settori in espansione e altri in contrazione, suggerendo una necessità di analisi più approfondite per comprendere le dinamiche sottostanti e le loro implicazioni per l’economia locale.

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