Nel 2025, la Cgil/Agb ha consolidato la propria posizione, mantenendo una base iscritta stabile intorno alle 42.000 unità, con una distribuzione demografica quasi perfettamente bilanciata tra donne (49%) e uomini (51%).
Il tessuto associativo riflette una prevalenza di lavoratori attivi (67%) rispetto ai pensionati (33%), mentre la composizione etnica vede una significativa presenza di lavoratori stranieri, pari al 24%, con una proporzione di lavoratori comunitari dell’8%.
Un dato emblematico evidenzia la crescente rilevanza del sindacato all’interno delle realtà produttive locali, come testimoniato dall’incremento delle iscrizioni legate a specifici ambienti di lavoro.
Questa dinamica si accompagna a un quadro economico complesso, che si manifesta attraverso un aumento delle vertenze aziendali, spesso legate a difficoltà finanziarie.
Gli Uffici vertenze hanno rilevato una crescente necessità di supporto ai lavoratori nel recupero crediti, con le controversie che, analogamente all’anno precedente, si concentrano prevalentemente tra i lavoratori ultracinquantenni, impegnati nella tutela dei propri diritti economici e nella difesa di conquiste maturate nel corso della carriera.
Guardando al futuro, le priorità delineate dalla Cgil/Agb per il 2026 si focalizzano su un’azione sinergica volta a promuovere la giustizia sociale e la tutela del lavoratore.
Al centro dell’agenda figurano la garanzia di salari adeguati per sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, la creazione di un ambiente lavorativo dignitoso e la progressiva riduzione della precarietà.
Si punta a consolidare rapporti di lavoro stabili, a promuovere orari di lavoro conciliabili con la vita privata e a garantire regole tariffarie trasparenti e chiare.
La segreteria Cgil/Agb, con Angelika Hofer in prima linea, ribadisce un deciso rifiuto delle forme di lavoro precarie, del part-time imposto dalla necessità economica, dell’esternalizzazione non controllata e dell’utilizzo eccessivo di straordinari non retribuiti.
La sicurezza sul lavoro resta un imperativo inderogabile, unitamente a una rigorosa vigilanza sugli appalti e sui rischi connessi, senza trascurare la necessità urgente di un piano industriale strategico che delinei il futuro delle realtà produttive locali, come le Acciaierie e Sasa.
A livello provinciale, permane l’ambizione di raggiungere gli obiettivi prefissati in termini di parità di genere e contrasto alle discriminazioni, elementi imprescindibili per garantire la sostenibilità ambientale e contrastare la fuga dei giovani talenti.
È ancora troppo prematuro trarre conclusioni definitive sull’impatto effettivo della riforma Irap, fortemente sostenuta dai sindacati, sulla contrattazione collettiva.
Il 2025 si chiude con il successo del Caaf, che conferma il suo ruolo di primo centro di assistenza fiscale in Alto Adige, elaborando un numero significativo di pratiche: 36.663 modelli 730, 13.101 dichiarazioni Isee e 25.100 dichiarazioni Durp/Eeve, fornendo un servizio essenziale per la comunità.
Parallelamente, il Patronato Inca ha gestito un volume consistente di pratiche (47.686), con un focus particolare sul sostegno alla genitorialità, attraverso l’erogazione di assegni unici (1.006), assegni provinciali per i figli (6.148) e assegni provinciali per la famiglia (700), oltre a 996 domande per l’assegno di cura, dimostrando l’impegno del sindacato verso le famiglie e la promozione di politiche sociali inclusive.









