Nel corso del 2025, l’analisi dei dati relativi alle aperture di liquidazione giudiziale, effettuata dall’Ufficio Studi e Ricerche della Camera di Commercio di Trento e Rovereto, ha rilevato un incremento significativo rispetto agli anni precedenti, con un totale di 48 procedure avviate.
Questo dato, che segna un aumento rispetto alle 41 del 2024 e alle 31 del 2023, si inserisce in una tendenza di crescita già manifestatasi nel 2024.
Pur restando all’interno di margini considerati gestibili in relazione alla serie storica complessiva, l’incremento richiede un’attenta considerazione, soprattutto in relazione alla riforma del 2022 che ha sostituito la procedura fallimentare con quella di liquidazione giudiziale, introducendo misure volte a una maggiore efficienza e rapidità.
L’analisi settoriale evidenzia la persistenza di criticità strutturali in alcuni comparti chiave dell’economia locale.
L’edilizia, comprensiva di imprese di costruzione, installazioni, e società immobiliari, si conferma il settore più colpito, rappresentando il 35% delle aperture di liquidazione giudiziale (17 casi).
Questa concentrazione riflette probabilmente le sfide legate alla congiuntura economica del settore, alle fluttuazioni dei costi delle materie prime e alle dinamiche del mercato immobiliare.
A seguire, si riscontrano difficoltà nel manifatturiero e nel settore dell’ospitalità e ristorazione (7 casi ciascuno), comparti particolarmente sensibili alle variazioni della domanda e all’aumento dei costi energetici.
Il settore dei trasporti, con 6 procedure, e quello dei servizi alle imprese, con 5, segnalano anch’essi vulnerabilità, mentre il commercio, sia all’ingrosso che al dettaglio, registra 4 aperture.
I settori estrattivo e dei servizi alla persona, infine, risultano marginalmente interessati.
Esaminando la tipologia giuridica delle imprese coinvolte, emerge che le società di capitale rappresentano la forma giuridica prevalente nelle procedure di liquidazione giudiziale, con 34 casi, a testimonianza della maggiore complessità e rischio associati a questa struttura.
Le società di persone e le imprese individuali, pur presentando numeri inferiori (8 e 6 rispettivamente), evidenziano comunque una fragilità che richiede un’attenzione specifica.
La distribuzione geografica delle aperture di liquidazione giudiziale mostra una concentrazione nei comuni di Trento e Rovereto, che insieme raggruppano oltre il 54% delle procedure.
L’elevato numero di casi a Trento (20) e Rovereto (6) suggerisce la presenza di fattori localizzati che contribuiscono alla difficoltà economica delle imprese.
Anche Riva del Garda (3 casi) e Levico Terme (2) risultano significativamente colpiti, mentre la restante parte del territorio provinciale è interessata da un numero limitato di procedure.
L’incremento registrato per il secondo anno consecutivo solleva interrogativi e richiede un monitoraggio costante dell’andamento economico provinciale.
Pur non delineando uno scenario di crisi generalizzata, i dati disponibili impongono una vigilanza attenta e l’implementazione di misure proattive volte a sostenere le imprese e a prevenire il ricorso a procedure di liquidazione giudiziale.
Come sottolinea il presidente della Camera di Commercio di Trento, Andrea De Zordo, è fondamentale non sottovalutare alcun segnale statistico e agire tempestivamente per promuovere interventi mirati a rafforzare la resilienza del tessuto imprenditoriale locale.
La sfida consiste nell’identificare le cause profonde delle difficoltà aziendali e nell’attivare strumenti di supporto adeguati, promuovendo l’innovazione, la formazione e l’accesso al credito, al fine di favorire una crescita economica sostenibile e inclusiva.

