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Prezzi al consumo: settembre 2025, dinamiche contrastanti

A settembre 2025, l’andamento dei prezzi al consumo, misurato dall’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (IPC), evidenzia dinamiche contrastanti che delineano un quadro economico in evoluzione.
L’IPC Nic, comprensivo di tabacchi, ha registrato una flessione congiunturale dello 1,0% rispetto ad agosto 2025, un dato che contrasta con l’incremento del 2,2% rispetto a settembre 2024.
Analogo andamento si riscontra nell’IPC Nic, escludendo i tabacchi, che riflette una sostanziale stabilizzazione dei prezzi al dettaglio.

L’analisi congiunturale, focalizzata sulle variazioni mensili, rivela un’eterogeneità significativa tra i diversi comparti.
La divisione Istruzione emerge come motore di crescita, con un aumento dello 1,7%, probabilmente spinto da riaperture o da investimenti specifici nel settore.

Prodotti alimentari e bevande analcoliche, e Abbigliamento e calzature, seppur con incrementi modesti (+0,3% ciascuno), segnalano una ripresa, forse legata a tendenze stagionali o a nuove offerte commerciali.
Al contrario, la diminuzione dei prezzi nei settori dei Servizi ricettivi e di ristorazione (-2,6%), Trasporti (-1,6%) e Ricreazione, spettacoli e cultura (-1,5%) suggerisce un possibile raffreddamento della domanda, o una revisione delle strategie di prezzo da parte degli operatori.

La stabilità riscontrata in comparti chiave come Abitazione, Comunicazioni e Servizi sanitari indica una maggiore resilienza o una stabilizzazione delle condizioni di mercato.

Lo sguardo tendenziale, che confronta i dati di settembre 2025 con quelli di settembre 2024, dipinge un quadro più complesso.
La crescita più marcata si registra nei Servizi ricettivi e di ristorazione (+5,8%), un segnale di ripresa del settore turistico e di un aumento della spesa per l’intrattenimento.
I Servizi sanitari e spese per la salute (+4,0%), Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+3,7%) e Istruzione (+3,4%) mostrano una crescita persistente, probabilmente influenzata da fattori demografici, cambiamenti nelle abitudini alimentari o investimenti in capitale umano.
La diminuzione dei prezzi in Comunicazioni (-5,6%), Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-2,8%) e Mobili, articoli e servizi per la casa (-0,7%) denota un cambiamento di scenario, che potrebbe essere legato all’evoluzione tecnologica, alla pressione fiscale o alla concorrenza sul mercato.

L’assenza di divisioni invariate rispetto all’anno precedente sottolinea la dinamicità del contesto economico e la necessità di monitorare attentamente gli indicatori di prezzo per anticipare le tendenze future e adeguare le politiche economiche.

La complessa interazione di questi fattori suggerisce una fase di transizione, caratterizzata da una moderazione dell’inflazione ma anche da una crescente eterogeneità degli andamenti di prezzo tra i diversi settori.

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