Il recente accordo siglato dalle principali sigle sindacali della Funzione Pubblica (CGIL, CISL, UIL) per il rinnovo collettivo dei contratti del pubblico impiego provinciale rappresenta un punto di svolta per le circa 14.000 lavoratrici e lavoratori coinvolti, delineando un futuro più equo e strutturato per il personale delle aree non dirigenziali e della sanità.
Lungi dall’essere una mera formalità, l’intesa nasce da un percorso partecipativo intenso e profondamente radicato nella base, testimoniando un rinnovato senso civico e un’innegabile sete di progresso all’interno della macchina pubblica.
La forza motrice che ha portato alla firma non è stata tanto una dinamica contrattuale tradizionale, quanto un’inversione di prospettiva, un vero e proprio esercizio di democrazia orizzontale.
L’adesione massiccia e attiva del personale, con oltre mille partecipanti collegati in remoto durante i lavori, ha sovrastato le resistenze e ha reso ineludibile l’attenzione alle istanze provenienti dal campo.
Questa partecipazione, concretizzatasi in assemblee pubbliche, con particolare enfasi nell’assemblea delle Autonomie Locali, ha fornito ai segretari Bellini, Pallanch e Bassetti un solido pilastro negoziale, rafforzando la loro posizione e orientando le trattative verso soluzioni concrete e condivise.
L’accordo si configura come un investimento strategico nel capitale umano della pubblica amministrazione, andando ben oltre la mera compensazione economica.
L’aumento salariale del 6%, previsto a partire dal 2025, costituisce un riconoscimento del valore del lavoro svolto e una risposta alle crescenti esigenze di adeguamento al costo della vita.
Tuttavia, l’innovazione più significativa risiede nell’introduzione di un nuovo ordinamento professionale.
Questo passaggio epocale non solo unifica le aree contrattuali, semplificando la complessità amministrativa, ma soprattutto progetta percorsi di carriera trasparenti e accessibili, basati sulla valorizzazione delle competenze maturate direttamente sul campo.
Si tratta di un sistema che premia l’esperienza, incentivando lo sviluppo professionale e creando nuove opportunità di crescita per il personale.
L’intesa contempla inoltre una revisione positiva di istituti chiave, come le indennità di turno, spesso cruciali per chi opera in contesti di emergenza o in servizi essenziali.
L’incremento dei versamenti ai fondi di previdenza complementare, Laborfonds e Sanifonds, rafforza la protezione finanziaria del personale per il futuro, dimostrando una visione a lungo termine e un impegno per il benessere dei lavoratori.
In sintesi, questo accordo rappresenta non solo un miglioramento economico, ma una vera e propria riforma strutturale che mira a riqualificare il pubblico impiego, promuovendo l’efficienza, la trasparenza e il riconoscimento del valore del personale.










