Il Consiglio Provinciale di Bolzano ha approvato una mozione, presentata da Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) e sostenuta da Josef Noggler (SVP), volta a rivedere le condizioni di lavoro e la retribuzione del personale di Poste Italiane in Alto Adige, con l’obiettivo primario di garantire la sostenibilità del servizio postale e di contrastare la crescente difficoltà nel reclutamento e nella fidelizzazione del personale.
La mozione, approvata all’unanimità nelle premesse e nel primo punto, e con una maggioranza significativa nel secondo (28 voti favorevoli e 6 astensioni), impegna la Giunta provinciale a negoziare con Poste Italiane una nuova convenzione che riconosca le specificità del contesto altoatesino.
Si punta a un’organizzazione del lavoro più flessibile, capace di adattarsi alle esigenze sia delle aree urbane che di quelle rurali, con particolare attenzione alla personalizzazione degli orari di smistamento, distribuzione e consegna.
Questa flessibilità, si ritiene, non solo migliorerebbe l’attrattività delle posizioni lavorative per i residenti locali, ma permetterebbe anche di ottimizzare l’efficienza del servizio, rispondendo in maniera più adeguata alle peculiarità territoriali.
Un elemento cruciale della mozione è la richiesta di una revisione delle politiche retributive, con l’obiettivo di riconoscere finanziariamente le competenze aggiuntive, la performance e la flessibilità dimostrata dai dipendenti.
Questa misura si propone di contrastare la tendenza, rilevata dai proponenti, per cui lavorare per Poste Italiane in Alto Adige sta perdendo attrattività, soprattutto per una fetta significativa della popolazione locale.
Le motivazioni alla base della mozione si fondano sulla constatazione di un divario percepito tra il costo della vita in Alto Adige e il potere d’acquisto generato dagli stipendi definiti a livello nazionale da Poste Italiane spa.
Si evidenzia, inoltre, che modelli di orario flessibile, come il part-time e gli orari mattutini, risultano particolarmente appealing per una popolazione variegata, che include donne, agricoltori e lavoratori che necessitano di conciliare l’attività lavorativa con altre responsabilità.
La mozione sottolinea, inoltre, come la carenza di personale stia compromettendo la qualità del servizio postale, elemento essenziale per la vita quotidiana dei cittadini altoatesini.
L’aggiunta di un riferimento al bilinguismo nel secondo punto della mozione testimonia l’importanza di garantire che le politiche di gestione del personale siano sensibili alle specificità linguistiche e culturali del territorio.
L’impegno finanziario necessario per l’attuazione della mozione sarà ricavato dal bilancio provinciale, a testimonianza della priorità attribuita alla sostenibilità e alla qualità del servizio postale in Alto Adige.










