La vetta dello slalom speciale di Coppa del Mondo a Gurgl è occupata dall’americana Mikaela Shiffrin, che con un tempo di 54.22 nella prima manche ha subito impresso il suo ritmo in una competizione resa particolarmente complessa dalle condizioni meteorologiche e dal manto nevoso.
Alle sue spalle, la giovane albanese Lara Colturi si presenta come una rivelazione, piazzandosi seconda con 54.53, mentre il terzetto composto dalle svizzere Camilla Rast e Wendy Holdener condivide il terzo posto con un tempo di 54.70.
La performance azzurra, in questa fase iniziale, vede Lara Della Mea come l’atleta più brillante, capace di guadagnarsi l’undicesima posizione con un tempo di 56.11.
La sua prova, partita con il pettorale numero 23, testimonia coraggio e determinazione in una giornata caratterizzata da un contrasto significativo: il sole splende, ma la temperatura si attesta a -12 gradi Celsius.
Questo crea una superficie nevosa particolarmente insidiosa, tendente a incidersi sotto gli sci, rendendo la traiettoria e la stabilità un fattore critico.
La difficoltà imposta dal fondo, unito alla velocità richiesta dallo slalom, ha messo a dura prova le atlete, richiedendo una precisione tecnica elevatissima.
La gara si è sviluppata su una pista che, nonostante l’irraggiamento solare, mantiene un grado di difficoltà elevato, a causa del freddo pungente che ha indurito il manto nevoso.
Questa combinazione di elementi rende la gestione dello sci e la scelta delle linee di passaggio cruciali per ottenere un buon risultato.
La prova di Lara Della Mea, che si è distinta per la sua capacità di interpretare le esigenze del percorso, sottolinea il potenziale del team italiano in questa disciplina.
La seconda manche, prevista per le 13:30, si preannuncia come un ulteriore banco di prova per le concorrenti.
Le condizioni, presumibilmente invariate, richiederanno ancora una volta la massima concentrazione e una gestione impeccabile degli sci.
La sfida per Shiffrin, e per le altre protagoniste, sarà quella di mantenere la lucidità e la precisione, cercando di ottimizzare ogni singolo arco di curva in un contesto tecnicamente esigente.
La competizione si fa quindi più intensa, con la possibilità per le atlete di rimontare la classifica o, al contrario, di consolidare la propria posizione di vertice.








