La Fondazione Aquileia ha avviato un’iniziativa di profondo significato, un gesto concreto volto a sostenere l’istruzione e a promuovere un dialogo culturale tra l’Italia e l’Ucraina.
Il primo atto di questa progettualità si traduce nella fornitura di materiale didattico – quaderni e penne – per tutti gli studenti della Scuola n. 73 di Leopoli.
Questo dono tangibile, guidato dal presidente Roberto Corciulo, è solo il preludio a un ambizioso programma di scambi e attività formative, pensato per offrire ai giovani leopolitani l’opportunità di riscoprire Aquileia come un fulcro significativo nel panorama archeologico internazionale, un luogo dove poter esplorare le radici storiche e culturali dell’identità europea.
La scelta di Leopoli non è frutto del caso.
Entrambe le città, Aquileia e Leopoli, condividono un onore prezioso: sono riconosciute dall’UNESCO come custodi di un patrimonio dell’umanità.
Questa affinità crea un solido ponte ideale, un asse strategico che collega il Friuli Venezia Giulia e l’Ucraina, favorirendo un’interazione reciproca e una comprensione più profonda delle rispettive culture e storie.
Aquileia, con la sua ricca stratificazione storica e archeologica, rappresenta un punto di riferimento cruciale per lo studio del passato.
Le sue vestigia monumentali – le imponenti mura, le basiliche paleocristiane, i mosaici straordinari – testimoniano la sua importanza come città romana, centro di diffusione del cristianesimo e crocevia di popoli e culture.
Il sito archeologico di Aquileia non è solo un tesoro del Nord Italia, ma un patrimonio universale che offre una prospettiva unica sull’evoluzione della civiltà europea.
L’iniziativa della Fondazione Aquileia, dunque, si inserisce in un contesto più ampio di collaborazione e solidarietà, mirato a rafforzare i legami tra l’Italia e l’Ucraina e a offrire ai giovani leopolitani un’opportunità di crescita culturale e personale, attraverso la scoperta del patrimonio archeologico di Aquileia e la valorizzazione del proprio retaggio culturale.
Questo progetto vuole essere un seme per un futuro di dialogo e comprensione reciproca.








