Nell’atmosfera solenne del Duomo di Santa Maria Assunta, durante la celebrazione della Messa del Tallero, l’arcivescovo Riccardo Lamba ha offerto un’omelia che ha saputo coniugare la sacralità dell’Epifania con una profonda riflessione sulla condizione umana contemporanea.
Lontano da interpretazioni riduttive o meramente folkloriche, Lamba ha delineato l’Epifania come un evento teologico di portata universale: la teofania, la manifestazione di Dio che irrompe nella storia, non attraverso prodigi spettacolari, ma nella vulnerabilità intrinseca alla carne umana.
L’attenzione dell’arcivescovo si è focalizzata sulla figura dei Magi, uomini semplici, non sovrani né detentori di potere, bensì pellegrini animati da una sete di conoscenza, disposti a lasciare alle spalle il comfort della familiarità per intraprendere un viaggio spirituale.
Il loro percorso, intessuto di domande e di fiducia nella guida di una luce misteriosa, rappresenta un paradigma per l’uomo del nostro tempo, spesso smarrito in una ricerca disperata di significato e di orientamento.
La contemplazione del Bambino Gesù, esposto nella sua innocenza e fragilità, ha suscitato nei Magi una profonda riverenza, un riconoscimento del divino che si manifesta nell’umano.
Questa esperienza di gioia e di meraviglia, secondo Lamba, costituisce l’essenza della vera fede: la capacità di discernere la presenza di Dio nei luoghi inaspettati, nei volti dei più deboli e dei più emarginati.
L’arcivescovo ha ripreso con forza le parole del Vangelo, sottolineando che ogni gesto di compassione rivolto ai “piccoli” è un atto di amore rivolto direttamente a Cristo.
In contrasto con l’umiltà e l’amore incarnati nella figura di Gesù, Lamba ha evocato la figura di Erode, archetipo di un potere terreno che si nutre di ambizione, gloria e possesso materiale.
Erode, consumato dalla paura e dalla brama di controllo, rappresenta il lato oscuro dell’umanità, la tendenza a confondere il potere con la divinità.
Cristo, al contrario, si offre come luce del mondo, un faro di speranza che illumina il cammino dell’umanità non attraverso la forza, ma con l’amore incondizionato.
L’omelia ha concluso con una riflessione sulla perdurante attualità del messaggio evangelico, un invito a riscoprire i valori fondamentali dell’umiltà, della compassione e del perdono, un appello a costruire un mondo più giusto e fraterno, un mondo in cui la luce di Cristo possa finalmente illuminare le tenebre dell’odio e della violenza.
L’Epifania, quindi, non è solo un evento del passato, ma un invito costante a orientare le nostre scelte e le nostre azioni verso la luce dell’amore divino.






