Marketing e IA: Trieste al centro del futuro digitale.

L’evoluzione del marketing, accelerata dall’avvento dell’intelligenza artificiale, ha dominato il dibattito al Marketing Rewired: Where Growth Meets Intelligence, la seconda edizione del Growth Summit promosso dal Growth Hub di BAT.
L’evento, tenutosi al Generali Convention Center, ha rappresentato un crocevia di pensiero tra leader internazionali, focalizzandosi non solo sull’impatto delle nuove tecnologie, ma anche sulla ridefinizione dei modelli di crescita aziendale nell’era digitale.
Andrea Di Paolo, presidente di BAT Trieste e Vice Presidente di BAT Italia, ha sottolineato come l’iniziativa rafforzi il ruolo strategico di Trieste come hub cruciale nell’economia globale di BAT.
Il Growth Hub e il Growth Summit non sono semplici occasioni di networking, ma piattaforme per la condivisione di competenze specialistiche e per una discussione ponderata e responsabile sull’uso etico dei dati e dell’intelligenza artificiale.
L’alleanza con la Regione Friuli Venezia Giulia si configura come un esempio virtuoso di come la sinergia tra iniziativa pubblica e investimenti privati possa catalizzare una crescita sostenibile, basata sull’innovazione e sull’integrazione di diverse prospettive.

Le sessioni hanno esplorato un ventaglio di argomenti cruciali per il futuro del marketing. Oltre all’ottimizzazione dei percorsi di acquisto del cliente e all’automazione dei processi di marketing, l’attenzione si è focalizzata sull’integrazione di strumenti di intelligenza artificiale avanzati, analizzando come questi possano non solo migliorare l’efficienza, ma anche personalizzare l’esperienza del cliente in modo più efficace e predittivo.
Si è discusso di modelli di machine learning per la segmentazione del pubblico, di chatbot intelligenti per l’assistenza clienti e di sistemi di raccomandazione basati su dati comportamentali.
Francesca Romana Saule, Growth Hub Lead di BAT, ha articolato la visione centrale dell’evento: la crescita aziendale non è semplicemente un processo incrementale, ma una trasformazione che eleva l’intelligenza artificiale a intelligenza collettiva.

Questo cambiamento paradigmatico richiede un ecosistema collaborativo in cui partner, aziende, istituzioni accademiche ed esperti provenienti da settori diversi si confrontano attivamente, condividendo conoscenze e stimolando l’innovazione.
L’obiettivo non è solo l’adozione di tecnologie, ma la creazione di un’intelligenza distribuita, dove la capacità di apprendimento e l’adattamento diventano tratti distintivi dell’organizzazione.
La discussione si è estesa alla necessità di sviluppare competenze specifiche all’interno delle aziende, preparando i professionisti ad operare in un ambiente sempre più complesso e guidato dai dati, e ponendo l’accento sull’importanza di una cultura aziendale aperta all’innovazione e all’apprendimento continuo.

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