Nel cuore pulsante del Salone internazionale del Libro di Algeri, si è celebrato un evento di profondo significato culturale: un omaggio a Pordenonelegge, festival di libri e libertà che si distingue per il suo approccio innovativo e la sua capacità di intercettare le inquietudini del presente.
La presenza, sentita e significativa, ha sancito un ulteriore passo nel percorso di dialogo e scambio tra l’Italia e il mondo arabo, rafforzando i legami attraverso la letteratura.
Alberto Garlini, figura cardine di pordenonelegge, curatore e anima pulsante della manifestazione, ha incarnato l’esperienza del festival, raccontandone la genesi, l’evoluzione dinamica e il suo approccio unico.
Di fronte al pubblico raccolto nel Palais des Expositions des Pins Maritimes, Garlini ha svelato come pordenonelegge sia nato dall’esigenza di creare uno spazio non solo di celebrazione della letteratura, ma anche di riflessione critica e di apertura al dibattito pubblico, un luogo dove le voci degli autori si confrontano con le sfide del nostro tempo.
Ha illustrato come, nel corso degli anni, il festival abbia saputo costruire un ponte tra generazioni di lettori, accogliendo autori di fama mondiale e scoprendo nuovi talenti, consolidando un’identità che lo rende unico nel panorama letterario internazionale.
Ha enfatizzato la capacità di pordenonelegge di trascendere i confini geografici e culturali, diventando un osservatorio privilegiato sui fenomeni sociali e politici che plasmano il mondo contemporaneo, utilizzando il libro come strumento di analisi e di comprensione.
Antonia Grande, direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura, ha sottolineato l’importanza del ruolo dell’Istituto stesso, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia in Algeria, nel promuovere la cultura italiana in Algeria, un paese con una vibrante tradizione letteraria e un pubblico sempre più attento alle nuove tendenze del panorama editoriale.
La presenza di pordenonelegge al Salone di Algeri rappresenta, quindi, un’occasione preziosa per accrescere la visibilità della letteratura italiana nel continente africano e per favorire un più ampio scambio di idee e prospettive.
Il soggiorno di Garlini in Algeria non si è limitato alla presentazione del festival.
L’autore ha infatti offerto al pubblico algerino la possibilità di scoprire alcune delle sue opere più significative, tradotte e pubblicate con successo in Francia: “Un sacrifice italien”, “Les noirs et les rouges” e “Le temps de la fête et des roses”, ciascuna delle quali offre uno sguardo profondo e originale sulla condizione umana e sulle complesse dinamiche che governano le relazioni sociali e politiche.
L’incontro con Mario Calabresi, giornalista e scrittore autore di “Svegliarsi all’alba”, presentato in anteprima proprio a pordenonelegge, ha concluso il ciclo di eventi dedicati a pordenonelegge, lasciando un segno tangibile di ispirazione e collaborazione, e preannunciando un futuro di reciproco arricchimento culturale tra l’Italia e l’Algeria.
La celebrazione a Algeri ha confermato il ruolo di pordenonelegge come ambasciatore della cultura italiana nel mondo, un faro di conoscenza e un invito alla riflessione attraverso il potere senza tempo della parola scritta.







