Addio Aldo Colonnello: un pilastro della cultura friulana.

La comunità culturale friulana piange la scomparsa di Aldo Colonnello, figura poliedrica che ha lasciato un’eredità profonda nel panorama educativo e letterario regionale.

A 85 anni, Colonnello, maestro elementare, bibliotecario e animatore culturale, si è spento, lasciando un vuoto significativo nella pedemontana pordenonese e in tutta la regione Friuli Venezia Giulia.
La sua figura incarna un modello di impegno civile e passione per la crescita intellettuale e personale.

Nato a Spilimbergo nel 1940, Colonnello ha dedicato la sua vita all’insegnamento, iniziando la sua carriera nel 1959, immediatamente dopo il conseguimento del diploma all’Istituto Magistrale Caterina Percoto di Udine.
La sua attività didattica, sviluppatasi in contesti spesso marginali e segnati da difficoltà sociali, lo ha portato a toccare diverse realtà territoriali, dalla caserma di Maniago alla scuola popolare di Tramonti di Sotto, fino a Navarons di Meduno.

L’anno 1963, tragicamente segnato dalla frana del Vajont, lo vide operare nelle comunità di Claut e Fanna, offrendo un supporto fondamentale in un momento di profonda crisi.
Stabilizzatosi a Grizzo, frazione di Montereale Valcellina, nel 1967, Colonnello ha continuato a svolgere un ruolo chiave nell’istruzione locale, formando generazioni di alunni e diventando un punto di riferimento per l’intera comunità.

La sua visione pedagogica andava oltre la trasmissione del sapere, promuovendo la curiosità, l’autonomia di pensiero e l’amore per la lettura.

La sua passione per la cultura non si è limitata all’attività didattica.
Nel 1969, Colonnello ha fondato la Biblioteca civica di Montereale Valcellina, un vero e proprio centro di aggregazione e diffusione culturale, gestendola con dedizione e competenza.

Contemporaneamente, ha contribuito alla nascita del Circolo culturale Menocchio, un’istituzione che ha promosso innumerevoli iniziative, dalla pubblicazione di saggi alla valorizzazione della poesia e della letteratura per ragazzi.
È proprio all’interno di questo contesto culturale che si è manifestata la sua straordinaria capacità di individuare talenti.
Colonnello, con un’intuizione profetica, ha riconosciuto nel giovane Mauro Corona un potenziale narrativo inespresso.
Incoraggiandolo a tradurre in parole le sue esperienze di montagna e di caccia, Colonnello ha gettato le basi per la nascita di un importante percorso letterario.

“Il soffio del Gallo Forcello” (1994), il primo libro di Corona, è il risultato tangibile di questo mentorship prezioso, testimonianza dell’importanza del sostegno e della guida nella crescita intellettuale di un giovane scrittore.
La perdita di Aldo Colonnello lascia un segno indelebile, ma la sua eredità culturale e pedagogica continuerà a ispirare e arricchire la comunità friulana.

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