Clima pazzo sulle Dolomiti: Natale senza neve?

L’attesa delle vacanze natalizie sull’Altopiano di Asiago e nelle Dolomiti si tinge di un’anomalia climatica che sfida le consuete aspettative invernali.
Lungi dall’abbraccio del freddo e dalla coltre bianca che caratterizza i primi giorni di dicembre, l’Altopiano Vicentino e, in misura minore, il Bellunese, si trovano a fronteggiare temperature significativamente superiori alla media stagionale, compromettendo parzialmente il tradizionale scenario invernale.
L’Altopiano, rinomato per i suoi paesaggi innevati e le piste da sci, si presenta con una carenza di neve che riduce le possibilità di godimento delle attività invernali.
La situazione, sebbene non disastrosa, richiede un’attenta gestione delle risorse e una flessibilità nell’organizzazione degli impianti di risalita.
La chiusura temporanea degli impianti, in attesa di un più deciso abbassamento delle temperature, è una misura precauzionale volta a preservare le attrezzature e a garantire la sicurezza degli utenti.
La riapertura programmata per le stazioni in alta quota, come Verena di Roana e Melette di Gallio, segnala un tentativo di massimizzare l’offerta sciistica, focalizzandosi sulle zone più esposte al freddo.

La temperatura di 7 gradi registrata ad Asiago a mezzogiorno, un valore inaudito per la stagione, sottolinea evidenzia la rottura con il normale andamento climatico.

L’innevamento artificiale, una risorsa fondamentale per compensare la carenza di neve naturale, è stato temporaneamente sospeso in attesa di un cambiamento di scenario.

Questo fenomeno non è isolato: analoghe temperature, che oscillano tra gli 11 e i 12 gradi, sono state rilevate nelle città venete, inclusa Belluno, dove la colonnina del termometro si è attestata a 10 gradi.
L’aumento generalizzato delle temperature si riflette anche sull’innalzamento dello zero termico, collocato tra i 1900 e i 2400 metri, e sulla relativa mitezza delle temperature in quota, come testimoniato dai –3 gradi sulla Marmolada e gli inaspettati +4 gradi a Cortina d’Ampezzo.
Nonostante la situazione attuale, una ventata di speranza si intravede all’orizzonte.
Le previsioni meteorologiche indicano l’arrivo di una perturbazione a partire da lunedì e martedì, destinata a portare precipitazioni diffuse su tutto il Veneto.

Sebbene queste precipitazioni non saranno particolarmente intense, si prevede che si verifichino sotto forma di neve a quote più elevate: sopra i 1400 metri sull’Altopiano di Asiago e a partire dai 1000-1110 metri sulle Dolomiti.

Questo evento potrebbe rappresentare un punto di svolta per il turismo invernale, offrendo l’opportunità di recuperare terreno e di regalare agli operatori e ai vacanzieri l’atmosfera magica e il fascino inatteso di un dicembre diverso dal solito.

La capacità di adattamento e la resilienza di un territorio abituato a confrontarsi con le sfide del cambiamento climatico saranno, in questi giorni, la chiave per trasformare un’anomalia in un’opportunità.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -
Sitemap