domenica 31 Agosto 2025
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Venezia

Furto di rame a Resana: arrestato un giovane, indagini in corso.

Nella tranquilla cornice industriale di Resana, in provincia di Treviso, si è consumato un episodio che solleva interrogativi sulla crescente attrattiva del rame rubato e sulle dinamiche criminali che vi sono connesse.

Un giovane, ventitreenne, è stato recentemente arrestato dai Carabinieri in seguito a un tentativo di furto di cavi elettrici in rame, sottratti presumibilmente da un cantiere edile locale.

L’azione, pianificata o improvvisata, ha visto il coinvolgimento di almeno tre individui non ancora identificati, che hanno tentato una fuga a bordo di un veicolo.
L’inseguimento, prontamente innescato da una pattuglia dei Carabinieri, ha conclusosi con il blocco dell’auto, ma non senza la complicazione della fuga a piedi dei complici, che sono riusciti a dileguarsi.

Il giovane, seppur opponendo resistenza all’arresto, è stato infine assicurato alle autorità.
L’episodio, apparentemente isolato, si inserisce in un contesto più ampio di furti di rame, un fenomeno che affligge diverse aree del Paese.

Il valore del rame, determinato dalla sua conducibilità e dalla sua riciclabilità, lo rende un bersaglio allettante per attività illegali.

La domanda di rame, spesso proveniente da paesi in via di sviluppo, alimenta un mercato nero dove i ladri possono vendere il metallo a prezzi elevati, ignorando le conseguenze ambientali e sociali dei loro atti.

L’arresto del giovane, incensurato, ha portato alla sua immediata liberazione in attesa di giudizio, in considerazione della sua fedina penale pulita.
L’uomo dovrà rispondere di tentato furto in concorso, resistenza a pubblico ufficiale e, non ultimo, porto abusivo di oggetti atti ad offendere, circostanza che suggerisce una preparazione più che superficiale dell’azione criminosa.
L’inchiesta in corso, condotta dalle forze dell’ordine, mira ora a identificare i complici in fuga e a ricostruire la filiera che alimenta il mercato del rame rubato.

Si pone l’urgente necessità di rafforzare i controlli nei cantieri edili, migliorare la collaborazione tra aziende e forze dell’ordine e sensibilizzare l’opinione pubblica sui danni economici e ambientali causati da questi reati, che impattano negativamente sulla sicurezza e sulla stabilità delle comunità.
La vicenda di Resana, pertanto, si configura come un campanello d’allarme che invita a una riflessione più ampia sulla prevenzione e il contrasto di un crimine in crescita.

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