L’Unità Locale Socio-Sanitaria Polesana (ULSS5), fulcro di servizi sanitari essenziali nel territorio rovigino, è al centro di un’indagine giudiziaria complessa e potenzialmente dirompente.
La Procura della Repubblica di Rovigo ha avviato un’articolata inchiesta preliminare, ipotizzando reati di interruzione di pubblico servizio e frode nei contratti di fornitura, in relazione ad una serie di affidamenti diretti e appalti commissionati dall’ULSS5.
L’inchiesta trae origine da un dettagliato esposto presentato a maggio 2025 dall’ingegnere Antonietta Perrone, all’epoca direttore del provveditorato e dell’economato dell’ULSS5.
La denuncia di Perrone, supportata da una rigorosa documentazione, solleva criticità significative riguardo alla gestione degli appalti e dei contratti di fornitura, evidenziando una combinazione di irregolarità di natura contabile, procedurale e potenzialmente penale.
Al cuore della denuncia vi è la constatazione dell’assenza di contratti quadro pregressi, essenziali per regolare le forniture sanitarie, inclusi materiali di consumo cruciali per l’attività chirurgica.
Questa omissione, secondo l’esponente, avrebbe impedito la stipula di accordi a lungo termine, rendendo viziati e illegittimi eventuali tentativi di proroga di forniture già in essere.
La situazione, a detta di Perrone, configura un potenziale danno all’erario e un’alterazione delle dinamiche competitive nel settore delle forniture sanitarie.
La Procura, guidata dal procuratore Manuela Fasolato, ha formalizzato l’indagine preliminare e ha trasmesso gli atti alla Corte dei Conti di Venezia, demandando a quest’ultima l’onere di valutare l’entità di un eventuale danno erariale derivante dalle irregolarità riscontrate.
Parallelamente all’inchiesta giudiziaria, la stessa Perrone è stata oggetto di una serie di provvedimenti disciplinari da parte della direzione dell’ULSS5.
Questi includono un trasferimento d’ufficio, motivato da presunta incompatibilità ambientale (impugnato dalla stessa Perrone), tre procedimenti disciplinari, un accertamento di responsabilità dirigenziale (successivamente annullato dai garanti regionali) e un licenziamento disciplinare senza preavviso.
La situazione giuridica di Perrone è attualmente in sospeso, in attesa di una pronuncia del giudice del lavoro in merito ai ricorsi presentati contro il trasferimento e il licenziamento, che lei considera illegittimi.
In attesa di questa decisione, Perrone si trova a casa senza percepire lo stipendio, a seguito di un periodo di sospensione cautelare protrattosi dal 1° settembre al 30 novembre.
L’indagine e le conseguenti azioni disciplinari sollevano interrogativi cruciali sulla governance dell’ULSS5, sulla trasparenza delle procedure di appalto e sulla tutela dei dipendenti che segnalano irregolarità, configurando una vicenda complessa con implicazioni significative per il sistema sanitario locale e per il principio di legalità nell’amministrazione pubblica.
La vicenda potrebbe avere ripercussioni durature sulla fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni sanitarie e richiedere un profondo ripensamento delle prassi amministrative adottate.

