Ricerca di Simone Dal Bon: svolta con il ritrovamento dell’auto

Le ricerche di Simone Dal Bon, escursionista scomparso da Schio (Vicenza) dal 27 dicembre, sono state intensificate questa mattina, estendendosi in un’area montana di notevole estensione.

La scomparsa, denunciata due giorni dopo l’ultimo avvistamento, ha mobilitato un vasto dispositivo di soccorso, a riprova della complessità della situazione e della necessità di una risposta coordinata e multidisciplinare.
L’evoluzione delle indagini ha portato a un punto di svolta cruciale: il ritrovamento dell’autovettura di Dal Bon a Pian delle Fugazze, territorio di confine tra Trentino e Veneto.

Questa scoperta ha suggerito una possibile direzione del percorso intrapreso dall’escursionista, spostando il fulcro delle operazioni da un contesto urbano a un ambiente alpino impervio e potenzialmente pericoloso.

Le attività di ricerca, orchestrate dalla Stazione Vallagarina del Soccorso Alpino e Speleologico, si avvalgono del supporto del Gruppo Tecnico Ricerca e si caratterizzano per l’impiego di risorse specializzate.
Un elemento chiave è rappresentato dalla presenza dei cani molecolari della Scuola provinciale cani da ricerca e catastrofe, addestrati a rilevare tracce olfattive anche in condizioni ambientali avverse.
L’accesso all’autovettura, effettuato congiuntamente dai Carabinieri e dai Vigili del Fuoco, ha permesso di recuperare reperti che potrebbero fornire elementi utili per ricostruire gli ultimi spostamenti dell’escursionista e orientare le ricerche.
Oltre alle squadre di terra provenienti dalle Stazioni Vallagarina del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino e dalle Stazioni di Schio, Arsiero e Recoaro del Soccorso Alpino e Speleologico Veneto, l’operazione coinvolge un’ampia rete di collaborazioni istituzionali.
L’impiego dell’elicottero del nucleo elicotteri della Provincia Autonoma di Trento assicura una panoramica aerea dell’area, mentre i Vigili del Fuoco permanenti di Trento utilizzano droni per effettuare ricognizioni mirate.

La Guardia di Finanza, con le proprie competenze investigative, sta conducendo accertamenti relativi alla localizzazione di celle telefoniche e all’analisi di eventuali registrazioni di telecamere di sorveglianza.

La segnalazione di due testimoni che avrebbero avvistato l’escursionista lungo il sentiero 177 ha ampliato il perimetro delle ricerche, estendendole in prossimità del rifugio Campogrosso e del monte Baffelan. La ricostruzione del percorso seguito da Dal Bon è diventata cruciale, richiedendo un’attenta analisi delle condizioni meteorologiche del periodo e della sua preparazione fisica, fattori che potrebbero aver influenzato la sua decisione di intraprendere un percorso escursionistico in montagna durante l’inverno.
L’obiettivo primario rimane quello di riportare Simone Dal Bon a casa, perseguendo ogni possibile pista con determinazione e professionalità.

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