All’ospedale Ca’ Foncello di Treviso ha aperto ufficialmente la “Stanza di Simo”, un ambiente pensato come rifugio e risorsa per individui e famiglie alle prese con fragilità psicologica e disagio emotivo.
La cerimonia inaugurale ha visto la partecipazione di Francesco Benazzi, Direttore Generale dell’ospedale, Carola Tozzini, Direttrice del Dipartimento di Salute Mentale, e rappresentanti dell’associazione “Il Filo di Simo”, testimoniando l’importanza di questa iniziativa a livello istituzionale e comunitario.
La genesi di questa stanza affonda le sue radici in una profonda vicenda personale: il dolore e la resilienza di due genitori che, a seguito della tragica perdita del figlio Simone, hanno scelto di incanalare il loro lutto in un’azione concreta a beneficio degli altri.
Lungi dall’essere un mero memoriale, la Stanza di Simo si configura come un atto di trasformazione del dolore in speranza, un luogo dove il silenzio dell’angoscia può essere interrotto dalla voce dell’ascolto e della condivisione.
“Il Filo di Simo”, l’associazione che ha promosso la creazione della stanza, è nata nel maggio 2021, a pochi mesi dalla scomparsa di Simone, avvenuta il 18 febbraio 2021.
L’associazione ha intrapreso fin da subito un percorso di supporto psicologico gratuito, con un’attenzione particolare rivolta ai giovani e ai loro cari, offrendo un bacino di risorse e competenze spesso carenti nel panorama dell’assistenza territoriale.
“La Stanza di Simo non è un luogo di cura nel senso tradizionale del termine, ma un porto sicuro dove sentirsi accolti e riconosciuti nella propria sofferenza”, ha sottolineato Ivan Scremin, Presidente dell’associazione.
“Il nostro obiettivo è abbattere le barriere che spesso impediscono alle persone di chiedere aiuto, creando un ambiente protetto e privo di giudizio, dove la vulnerabilità può essere espressa liberamente”.
I numeri che emergono dal lavoro svolto dall’associazione “Il Filo di Simo” sono significativi.
Dal settembre 2021, 315 persone hanno richiesto supporto, a testimonianza di un bisogno diffuso e spesso inesprimibile.
Attualmente, l’associazione segue 140 utenti, di cui 50 supportati interamente grazie alle risorse dell’associazione stessa, evidenziando un vuoto di offerta di servizi a costi accessibili.
Il profilo degli utenti rivela una prevalenza di giovani tra i 12 e i 27 anni, un’età cruciale nello sviluppo della personalità e spesso segnata da fragilità e difficoltà relazionali.
L’iniziativa della Stanza di Simo si inserisce in un contesto più ampio di crescente consapevolezza dell’importanza della salute mentale e della necessità di offrire spazi dedicati all’ascolto e alla prevenzione del disagio psicologico, soprattutto tra i giovani.
L’associazione si propone di essere un punto di riferimento per la comunità trevigiana, offrendo non solo supporto psicologico diretto, ma anche attività di sensibilizzazione e formazione del personale sanitario e dei caregiver familiari, con l’obiettivo di creare una rete di sostegno capillare e multidisciplinare per rispondere in modo efficace e tempestivo ai bisogni complessi di chi soffre.

