Renato Casaro: Fantasy e Sci-Fi, un Omaggio al Maestro.

Il Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso dedica a Renato Casaro, figura imprescindibile nel panorama della cartellonistica cinematografica, un omaggio postumo attraverso la mostra “Renato Casaro.

Fantasy e Science Fiction”.

L’evento, inaugurato il 19 dicembre, rappresenta la terza tappa di un ciclo monografico volto a dissezionare l’opera del maestro, già esplorata attraverso focus sulla Commedia e sul Western, e a rivelarne la straordinaria versatilità.
La mostra, resa possibile dalla collaborazione strettissima tra il museo e Gabriella Casaro, curatrice dell’Archivio personale dell’artista da oltre quarant’anni, offre uno sguardo inedito sul processo creativo di Casaro, un processo che affonda le sue radici in una fervida capacità di assorbimento di stimoli visivi e concettuali.
Gabriella Casaro, testimone privilegiata della genialità del marito, descrive un archivio come un “serbatoio inesauribile di immagini e suggestioni”, un vero e proprio laboratorio mentale dove ritagli di giornale, illustrazioni rubate da libri e appunti sparsi si trasformavano in progetti per manifesti cinematografici.
L’esposizione presenta circa quaranta bozzetti originali e studi preparatori, un percorso documentale che svela la meticolosità del lavoro di Casaro, un artista capace di tradurre in immagini la potenza epica e l’immaginario visionario di film iconici.
La mostra non si limita a esporre opere d’arte, ma si configura come un vero e proprio viaggio immersivo tra dimensioni fantastiche, eroi mitologici e avventure spaziali, offrendo al pubblico un’occasione unica per comprendere la filosofia e la tecnica del maestro.

Tra i lavori esposti spiccano i bozzetti preparatori per film diventati pietra miliare del genere, quali *Flash Gordon* (1980), che cattura l’energia e l’ottimismo dell’era spaziale, *La storia infinita* (1984), un’ode all’immaginazione infantile e al potere della narrazione, *Momo* (1986), una riflessione sulla perdita del tempo e sulla necessità di riscoprire la lentezza, *Le avventure del barone di Munchausen* (1988), un tripudio di fantasia e surrealismo, e film d’azione leggendari come *Conan il barbaro* (1982) e *Conan il distruttore* (1984), che incarnano l’archetipo dell’eroe selvaggio e indomito.

L’allestimento vuole andare oltre la semplice presentazione dei bozzetti, aspirando a creare un’esperienza sensoriale che evochi l’atmosfera dei film a cui si riferiscono, invitando il visitatore a lasciarsi trasportare nell’universo creativo di Renato Casaro, un artista che ha saputo trasformare la cartellonistica in una vera e propria forma d’arte, capace di trascendere il mero scopo promozionale per elevarsi a espressione poetica e visiva.
La mostra si configura, quindi, come un tributo alla sua eredità artistica e una preziosa testimonianza della sua capacità di interpretare e amplificare l’immaginario collettivo.

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