Il 2026 si preannuncia un anno di profonda trasformazione e arricchimento per il panorama museale veneziano, con la Fondazione Musei Civici che svela un programma ambizioso, segnato dall’inaugurazione di Muvec, il nuovo polo dedicato all’arte contemporanea a Mestre, e da una serie di mostre e iniziative pensate per dialogare con il presente, onorando al contempo il ricco patrimonio storico e artistico della città.
La stagione espositiva si configura come un viaggio complesso e stratificato, capace di intrecciare epoche e discipline, dalla storia antica all’arte contemporanea, dalla pittura alla scultura, dalla moda alla scienza.
Al centro dell’attenzione, il rapporto tra uomo, natura e spiritualità, declinato in diverse forme e interpretazioni.
Il cuore pulsante del programma è senza dubbio la mostra “Etruschi e Veneti.
Acque, culti e santuari” (Palazzo Ducale, 6 marzo – 29 settembre), un’immersione nel mondo di due civiltà accomunate dal profondo legame con l’elemento acquatico, inteso come spazio sacro, via di comunicazione e fonte di vita.
Oltre settecento reperti, provenienti da prestigiose istituzioni nazionali e internazionali, narrano un intreccio di riti, credenze e pratiche che hanno plasmato l’identità di questi popoli.
La mostra si propone non solo come una rilettura dei canoni storiografici tradizionali, ma anche come stimolo alla riflessione sulla fragilità del nostro rapporto con l’ambiente.
In un dialogo inedito tra passato e presente, le Sale Canoviane del Museo Correr ospiteranno “Dialoghi canoviani.
Spiral Economy.
Charrière and Canova” (30 aprile – 22 novembre), un’esposizione che accosta le opere del celebre scultore Antonio Canova a quelle dell’artista contemporaneo Julian Charrière.
Questo incontro ravvicina l’estetica neoclassica e l’approccio ecologico contemporaneo, esplorando temi come la temporalità, la memoria e la trasformazione dei materiali.
L’intervento di Charrière, che impiega spesso materiali di recupero e tecniche innovative, crea un cortocircuito generazionale, invitando lo spettatore a ripensare il concetto di bellezza e la sua relazione con il tempo.
La Galleria d’arte Moderna Ca’ Pesaro inaugura un ciclo di monografie dedicate a figure chiave dell’arte contemporanea con “Jenny Saville a Ca’ Pesaro” (28 marzo – 22 novembre).
La mostra ripercorre l’evoluzione artistica di Saville, da quando, negli anni Novanta, ha sconvolto il panorama artistico con le sue monumentali rappresentazioni del corpo femminile, fino alle sue più recenti sperimentazioni che esplorano il rapporto tra pittura e scultura.
L’esposizione vuole offrire una chiave di lettura approfondita del suo lavoro, mettendo in luce la sua capacità di reinventare la figurazione e di sfidare le convenzioni estetiche.
Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano celebra il patrimonio artistico portoghese con “I Guardi della Collezione Gulbenkian” (7 marzo – 8 giugno), accogliendo un nucleo di opere iconiche che testimoniano l’eclettismo e la raffinatezza del collezionista José Gulbenkian. La mostra si conclude con “Album Romantici” (23 settembre – data da definire), un omaggio agli album di disegni ottocenteschi, frutto di un paziente lavoro di restauro e testimonianza della vivace vita culturale veneziana del XIX secolo.
Questi album, veri e propri diari visivi, rivelano la passione per il disegno e la profonda sensibilità artistica di personaggi chiave dell’epoca.
Il Museo di Palazzo Mocenigo, custode della memoria della moda e del costume, si arricchisce dell’intervento dell’artista libanese Mouna Rebeiz con “Le tarbouche” (20 maggio – 8 novembre), un progetto che indaga le complesse relazioni tra identità, tradizione e trasformazione sociale attraverso l’iconografia del tarbouche, copricapo maschile simbolo della cultura araba.
Il Museo di Storia Naturale invita alla riflessione sull’ecosistema lagunare con “Dentro e fuori dall’acqua.
L’ambiente di marea dell’Alto Adriatico” (5 giugno – 13 settembre), un progetto fotografico e scientifico che documenta la ricchezza e la fragilità di questo ambiente unico.
L’apertura di Muvec, il nuovo museo di arte contemporanea al Centro Culturale Candiani di Mestre, segna un punto di svolta nell’offerta culturale del territorio.
Dotato di una struttura architettonica innovativa e di un percorso espositivo studiato per favorire la fruizione e l’approfondimento, il museo accoglierà una selezione di opere delle collezioni civiche di arte moderna e contemporanea, con un focus particolare sull’arte dal 1948 ad oggi.
“Questo è il risultato di un percorso di crescita continua e visione strategica,” sottolinea Mariacristina Gribaudi, presidente di Muve, “un percorso che ha visto crescere le proposte espositive, le sedi, i pubblici, sempre più esigenti.
Ma soprattutto, è cresciuta l’idea di museo come luogo aperto, inclusivo, produttivo di cultura e conoscenza, capace di parlare al presente senza perdere il legame con la propria storia.
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