sabato 30 Agosto 2025
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Venezia

Venezia: la regista Touzani protesta a Gaza sul red carpet

Sul prestigioso red carpet della Mostra del Cinema di Venezia, un gesto di profonda commozione e impegno politico ha interrotto la consueta enfasi sulle celebrazioni cinematografiche.
Maryam Touzani, regista marocchina di talento, ha scelto un modo eloquente per esprimere la sua indignazione per la tragedia in corso a Gaza.

Su una borsa nera, portata con dignità insieme al marito e sceneggiatore Nabil Ayouch, campeggiava un messaggio chiaro e inequivocabile: “Stop genocide in Gaza”.

Un atto di coraggio condiviso con l’intero cast, tra cui l’iconica Carmen Maura, Marta Etura e Ahmed Boulane, che ha amplificato la risonanza del messaggio.
Touzani, autrice di opere di notevole spessore artistico come “Adam”, candidato al Premio Oscar nel 2020, porta con “Calle Malaga” una narrazione che si scontra con la crudezza della realtà contemporanea, elevando al contempo la voce di una donna resiliente.
Il film, presentato nella sezione Venice Spotlight, immerge lo spettatore nella vita di Maria, una settantanovenne che ha scelto di ancorare la sua esistenza a Tangeri, città ricca di storia e di incontri.

La sua vita, scandita da rituali e piccole gioie, viene bruscamente scossa dall’arrivo inatteso della figlia, giunta da Madrid con l’intenzione di vendere l’appartamento che rappresenta non solo un bene materiale, ma un vero e proprio scrigno di ricordi e identità.
Maria, con una tenacia sorprendente, si rifiuta di abbandonare la sua casa, innescando una battaglia per la salvaguardia del suo patrimonio e, soprattutto, della sua autonomia.

Il racconto, apparentemente semplice, si rivela una profonda riflessione sull’invecchiamento, la memoria, le relazioni familiari e la capacità di reinventarsi.
Nel suo percorso di resistenza, Maria riscopre un senso di sé perduto, un’energia vitale che la conduce inaspettatamente a riconsiderare il concetto di amore e sensualità, offrendo una visione inedita e stimolante della maturità femminile.

“Calle Malaga” si configura quindi non solo come un ritratto intimo e commovente di una donna, ma anche come un invito a non rinunciare alla propria voce e alla propria dignità, anche di fronte alle avversità.
Il gesto di Maryam Touzani, amplificato dalla sua opera, trascende i confini del cinema, divenendo un potente simbolo di impegno civile e umanitario.

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