venerdì 29 Agosto 2025
25.8 C
Genova

Sanremo, targa per Goya e Bargi: un monito contro la violenza.

Nel cuore di Sanremo, una targa solenne s’innalza a Villa Zirio, un luogo che un tempo ospitò l’Assessorato al Turismo, a commemorare due figure tragicamente spezzate dalla violenza: Guido Goya, ex assessore, e Elio Bargi, usciere comunale.
L’evento, presieduto dal sindaco Alessandro Mager e dall’assessore Massimo Donzella, ha visto la partecipazione commossa dei familiari delle vittime, un monito tangibile del dolore che ha segnato la città nel luglio del 1984.
Quel giorno, un atto di vendetta, scaturito da una spirale di frustrazione e rabbia, trasformò la piazza Colombo in teatro di una tragedia indelebile.

Joseph Jacques Perrone, l’uomo responsabile, un individuo di origini africane, perpetrò un’aggressione a colpi d’arma da fuoco, mirata a colpire coloro che rappresentavano, ai suoi occhi, l’autorità che lo aveva privato del suo presunto diritto.
La spirale di eventi che portò a questo tragico epilogo affonda le sue radici in una complessa vicenda immobiliare, un episodio amministrativo che si concluse con lo sfratto di Perrone da un locale abusivo all’interno della stazione autolinee.

Come testimoniato dall’allora capo di gabinetto del sindaco, Antonio D’Amore, il contesto politico-amministrativo dell’epoca era particolarmente delicato.

La caduta della giunta in carica aveva lasciato il comando nelle mani di un commissario, Pastorella, il quale, nel tentativo di riqualificare l’area, aveva disposto lo sfratto.
Il ricordo di D’Amore è vivido, quasi palpabile: l’immagine dell’uomo sconvolto, la carta dello sfratto stretta tra le mani tremanti, la disperazione che offuscava il suo giudizio.
Un presagio oscuro, un istante in cui, a detta di D’Amore, la violenza sembrava sospesa nell’aria, pronta a esplodere.
La comunità sanremasca, allora guidata da un giovane sindaco Mager, ventisettenne, fu profondamente scossa.
La perdita di Bargi, morto a seguito delle ferite riportate, e la condizione invalidante e il successivo decesso di Goya, rappresentarono una ferita aperta nel tessuto sociale.

La scelta di Villa Zirio come luogo di commemorazione non è casuale; esso simboleggia il ruolo che Goya ricopriva nell’amministrazione cittadina.
L’evento non è solo una commemorazione, ma anche un’occasione per riflettere sulla fragilità delle istituzioni, sulla gestione della rabbia e della frustrazione, e sulla necessità di costruire una società più inclusiva e attenta alle problematiche individuali, per evitare che simili tragedie si ripetano.

La targa è un monito solenne, un invito alla memoria e alla consapevolezza, un promemoria costante del prezzo che la comunità ha pagato per un atto di violenza irrazionale.

Author:

- pubblicità -
- pubblicità -
- pubblicità -
- pubblicità -