Visioni: un Viaggio Poetico nel Cuore dei SibilliniIl paesaggio aspro e suggestivo dei Monti Sibillini, custode di memorie millenarie e scrigno di biodiversità, si fa eco a voci poetiche in un triduo di incontri, letture e performance artistiche.
Dal 26 al 28 settembre, la terza edizione del festival “Visioni” si dispiega tra i borghi di Muccia, Valfornace, Sarnano e Fiastra, comunità maceratesi testimoni di una storia complessa e resiliente.
Più che un semplice festival di poesia, “Visioni” è un’immersione sensoriale e intellettuale.
La direzione artistica di Marco Onofrio, poeta sensibile all’intreccio tra parola e territorio, ha concepito un evento che va oltre la lettura di versi, proponendo un dialogo profondo tra l’arte e l’ambiente che la circonda.
L’idea fondante è quella di creare un’esperienza partecipativa, in cui il pubblico non sia solo spettatore, ma diventi parte integrante del racconto, interagendo con i poeti, gli artisti e le storie che emergono dalla terra.
Quest’anno, il festival intende esplorare i temi della memoria, della trasformazione e della fragilità, in un territorio che ha subito ferite profonde, non solo a causa dei recenti eventi sismici, ma anche per una storia di emigrazione e marginalizzazione.
Le voci invitate – poeti affermati e giovani talenti emergenti – offriranno prospettive diverse, attraverso una varietà di forme espressive: dalla lettura di poesie classiche e contemporanee, a performance artistiche che fondono parole, musica, danza e installazioni visive.
Il programma prevede incontri con gli autori, laboratori creativi per bambini e adulti, passeggiate poetiche alla scoperta del territorio e proiezioni di documentari che raccontano la vita e le tradizioni dei Sibillini.
Un’attenzione particolare sarà dedicata alla comunità locale, coinvolgendo le scuole, le associazioni culturali e gli operatori turistici, al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile e la valorizzazione del patrimonio culturale e naturale.
“Visioni” non è solo un festival, ma un atto d’amore verso un territorio ferito, un invito a riscoprire la bellezza e la forza delle parole, un’occasione per creare legami, coltivare la speranza e immaginare un futuro più luminoso per i Monti Sibillini.
Un’esperienza che tocca l’anima, lasciando un’eco di bellezza e ispirazione nel cuore di chi vi partecipa.









