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Ricci rompe il silenzio: polemiche e accuse in arrivo dalle Marche.

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A distanza di tre mesi dalla netta disfatta elettorale, Matteo Ricci, volto noto del panorama politico europeo, rompe il silenzio rientrando nelle Marche con un’operazione comunicativa che, a detta del capogruppo di Fratelli d’Italia, Andrea Putzu, si riduce a un reiterato esercizio di demagogia.
L’occasione è una conferenza stampa, affollata di consiglieri dell’opposizione, che sembra più una riproposizione di vecchi schemi che un contributo costruttivo per il futuro della regione.
L’accusa principale rivolta da Ricci alla giunta regionale è quella di immobilismo e di una campagna di propaganda priva di sostanza.
Un’affermazione che, secondo Putzu, contrasta nettamente con la realtà dei fatti.
La Zona Economica Speciale (ZES), un progetto precedentemente screditato dall’opposizione, viene ora rivendicato come una conquista, con accuse di discriminazioni e carenza di risorse che appaiono strumentali e contraddittorie.
I dati parlano chiaro: in soli quindici giorni, le imprese hanno presentato istanze per investimenti complessivi pari a 69,8 milioni di euro, una cifra che testimonia l’effettivo impulso allo sviluppo economico.

La polemica si estende anche al delicato tema della sanità, dove l’intervento della consigliera Valeria Mancinelli (PD) e di Michele Caporossi (Progetto Marche Vive) ha acceso un nuovo confronto.
Descrivere il sistema sanitario come “devastato” dopo anni di gestione politica segnata da scelte discutibili, è un’iperbole che non corrisponde alla situazione attuale.

La giunta Acquaroli sta attuando un piano di risanamento, portando avanti investimenti mirati, assumendo personale qualificato e avviando cantieri reali, a differenza delle promesse elettorali prive di seguito concreto che hanno caratterizzato il passato.

L’inaugurazione del nuovo ospedale di Fermo e il progresso dell’IRNCA, strutture fondamentali per il futuro della sanità marchigiana, dimostrano l’impegno concreto dell’amministrazione regionale, nonostante i tentativi, apertamente dichiarati, di sabotaggio da parte dell’opposizione, volta ad assicurarsi una facile e sensazionalistica copertura mediatica.
Putzu conclude sottolineando una differenza cruciale: governare non è un mero esercizio di comunicazione, un palcoscenico per performance elettorali, ma un lavoro quotidiano, impegnativo, che richiede dedizione e visione, spesso lontano dalle luci dei riflettori e dalla facile critica.
È un compito che esige responsabilità, competenza e la capacità di prendere decisioni difficili, nell’interesse della collettività.

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