Il ricorso presentato all’amministrazione giudicante del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Valle d’Aosta solleva una questione cruciale di interpretazione delle norme elettorali regionali, riguardante l’attribuzione dei seggi nel Consiglio Regionale.
L’azione legale, promossa dall’aggregazione politica Alleanza Verdi Sinistra-Rete civica, mira a contestare la decisione dell’Ufficio Elettorale Regionale che ha formalizzato la ripartizione dei seggi, assegnando un seggio precedentemente considerato in bilico alla formazione politica Union Valdôtaine, incarnata da Cristina Machet.
La controversia nasce da una complessa dinamica di scrutinio, in cui la validità di alcune schede elettorali è stata oggetto di approfondita verifica.
Inizialmente, un seggio era stato provvisoriamente non assegnato, lasciando aperta la possibilità di un’assegnazione a favore di uno dei candidati in lizza.
La successiva valutazione delle schede contestate, e la conseguente decisione di attribuire il seggio all’Union Valdôtaine, hanno determinato l’attuale contenzioso.
Il fulcro del ricorso presentato da Alleanza Verdi Sinistra-Rete civica si concentra sulla presunta erroneità nella valutazione delle schede, in particolare su due schede specifiche.
Queste schede presentavano un voto espresso a favore della lista Alleanza Verdi Sinistra, unitamente a una preferenza per un candidato comunale dello stesso schieramento.
L’Ufficio Elettorale Regionale ha ritenuto tali schede nulle, una decisione che Alleanza Verdi Sinistra contesta vigorosamente, sostenendo che la contestazione viola i principi fondamentali del diritto di voto e della libertà di espressione elettorale.
L’esito positivo del ricorso porterebbe all’assegnazione del seggio conteso ad Andrea Campotaro, il candidato con il punteggio più basso all’interno della lista Alleanza Verdi Sinistra, e attualmente escluso dalla rappresentanza consiliare.
La vicenda evidenzia una sottile, ma significativa, divergenza interpretativa sulla natura del voto disgiunto e sulla sua incidenza nella determinazione della rappresentanza politica a livello regionale.
Oltre all’immediata conseguenza sull’equilibrio politico all’interno del Consiglio Regionale, il caso solleva interrogativi più ampi sulla corretta applicazione delle normative elettorali e sulla necessità di chiarezza e uniformità nell’interpretazione dei principi fondamentali del diritto elettorale, al fine di garantire la massima espressione della volontà popolare e la legittimità del processo democratico.
La decisione del TAR sarà quindi di notevole importanza non solo per le parti in causa, ma anche per l’intera comunità regionale.







