Il 22° Tour du Rutor Extrême si appresta ad infiammare la Valle d’Aosta il 28 e 29 marzo, segnando un’evoluzione strategica per una delle gare scialpinistiche più iconiche e impegnative del panorama italiano.
Lungi dall’essere una semplice competizione, il Tour du Rutor Extrême si configura come un vero e proprio banco di prova per gli atleti, un crogiolo di abilità tecnica, resistenza fisica e spirito di squadra, incastonato in un contesto paesaggistico di straordinaria bellezza.
Quest’anno, in una rovesciata rispetto alle edizioni precedenti, la gara si dispiegherà su due giorni, una decisione lungamente ponderata dall’organizzazione, guidata dal visionario Marco Camandona.
Questa scelta non è casuale, ma risponde a una precisa analisi delle dinamiche attuali che regolano il mondo dello scialpinismo.
Il calendario invernale, sempre più saturo di eventi, e la difficoltà crescente per gli atleti di conciliare impegni lavorativi, preparazione atletica e condizioni nivologiche spesso incerte, hanno reso necessaria una revisione del format.
La nuova formula, distribuita su due tappe, mira a preservare l’essenza del Tour du Rutor – un’esperienza immersiva nella natura selvaggia e impegnativa delle Alpi – garantendo al contempo una maggiore accessibilità.
La suddivisione in due giornate consente agli atleti di affrontare il percorso con un ritmo più sostenibile, riducendo il rischio di infortuni e permettendo una migliore gestione delle energie.
Il tracciato, che si snoda tra le vette di La Thuile, Valgrisenche e Arvier, rappresenta una sfida notevole: 50 chilometri totali, con 5000 metri di dislivello positivo, di cui 35 dedicati alle salite e 15 al free ride.
L’attraversamento di creste a filo di cielo e canali ripidi, con passaggi che superano i 3000 metri di quota, richiede padronanza tecnica, capacità di orientamento e una profonda conoscenza del territorio.
La competizione si articola in due categorie principali: quella assoluta, a squadre composte da due elementi, e quella individuale, con percorsi specificamente progettati per le categorie giovanili, favorendo l’accesso allo scialpinismo anche alle nuove generazioni.
Il Tour du Rutor Extrême, non a caso, costituisce la tappa conclusiva del prestigioso circuito “La Grande Course” 2026, un ulteriore riconoscimento della sua rilevanza nel panorama internazionale.
Questa riprogettazione del percorso, questa attenta rilettura del format, non sono altro che un investimento nel futuro del Tour du Rutor, un tentativo di garantire la sua longevità in un contesto sportivo in rapida evoluzione, dove la passione, la tecnica e il rispetto per l’ambiente alpino rimangono i pilastri fondamentali di un’esperienza indimenticabile.







