Un’operazione congiunta della Guardia di Finanza di Brescia ha interrotto un sofisticato traffico internazionale di stupefacenti nella zona industriale di Bergamo, disarticolando una cellula criminale dedita al trasporto di ingenti quantitativi di cocaina.
Il sequestro, che ha portato all’arresto di due individui di nazionalità albanese, ha portato alla luce un meccanismo logistico complesso, progettato per eludere i controlli e distribuire la droga sul territorio nazionale.
L’attenzione delle Fiamme Gialle è stata focalizzata su un camion destinato al trasporto merci, oggetto di movimenti anomali e sospetti.
Un’analisi preliminare aveva evidenziato una sequenza di azioni mirate: l’autista del camion che accedeva autonomamente al rimorchio, e l’agguerrita presenza di un’autovettura che manteneva un parallelo, quasi a garantire una forma di “scorta”.
La situazione si è rivelata particolarmente critica nel momento in cui sette consistenti borsoni sono stati trasferiti dal camion al veicolo civile.
L’ispezione dei borsoni ha permesso di rinvenire 150 panetti di cocaina, per un peso lordo che supera i 160 chilogrammi.
La purezza della sostanza, ancora in fase di accertamento, suggerisce un’origine sudamericana, probabilmente Colombia o Perù, e una filiera di approvvigionamento ben strutturata.
Il valore stimato della droga, calcolato sulla base dei prezzi al dettaglio e della capacità di penetrazione nel mercato illecito, si aggira intorno ai 20 milioni di euro.
Tuttavia, gli investigatori sottolineano che questa cifra rappresenta solo una stima parziale, non prendendo in considerazione il potenziale guadagno derivante dalla successiva distribuzione a livello locale e regionale.
L’operazione, oltre al sequestro stupefacente e agli arresti, ha generato una serie di indagini mirate a ricostruire la rete di collaboratori e i canali finanziari utilizzati dai trafficanti.
Si ritiene che l’organizzazione fosse parte di una più ampia catena criminale transnazionale, coinvolta in attività di contrabbando e riciclaggio di denaro sporco.
Le Fiamme Gialle stanno collaborando con le autorità giudiziarie internazionali per identificare i mandanti e gli altri membri della cellula criminale, al fine di smantellare completamente l’intera struttura e prevenire ulteriori traffici illeciti.
L’analisi delle comunicazioni intercettate e dei movimenti bancari dei sospettati sarà cruciale per tracciare le radici finanziarie dell’organizzazione e individuare i complici ancora in libertà.









