La crescente pressione esercitata dalle popolazioni di lupi sul territorio marchigiano sta spingendo la Regione a rivedere le strategie di gestione, rispondendo alle pressanti richieste dei sindaci e delle comunità locali.
Giacomo Rossi, vicepresidente del Consiglio Regionale, da tempo voce critica nei confronti di una gestione ritenuta insufficiente, ha sollevato la questione attraverso un’interrogazione a risposta immediata rivolta all’assessore competente.
La risposta ha confermato l’intenzione della Regione di attivare il protocollo Ispra, un meccanismo che prevede la possibilità di catturare esemplari in situazioni di conflitto con le attività umane, garantendo al contempo il loro rilascio in aree idonee.
Questo approccio pragmatico mira a bilanciare la tutela della biodiversità con la salvaguardia della sicurezza e del benessere delle persone.
L’apertura dimostrata dalla Regione, sebbene tardiva, segna un punto di svolta nella gestione del conflitto lupo-uomo.
Rossi ha espresso un giudizio critico verso l’atteggiamento passato, accusando, implicitamente, una certa inerzia politica e una resistenza ideologica che ha impedito un intervento tempestivo.
L’apparente cambio di passo, anche all’interno del Partito Democratico, viene visto come un segnale di un approccio più realistico e meno influenzato da dogmatici ambientalisti.
È fondamentale sottolineare che la critica non è rivolta all’esistenza del lupo in sé, ma all’impatto della sua espansione demografica e della conseguente antropizzazione del suo habitat.
La semplice gestione dei rifiuti urbani o il controllo della fauna domestica non sono sufficienti a mitigare il problema.
Si rende necessario un insieme di misure più ampio, che includa la prevenzione degli incontri ravvicinati tra lupi e persone, il risarcimento dei danni causati agli allevatori e ai proprietari di animali domestici, e un’efficace comunicazione con la popolazione.
Le iniziative proposte da Rossi nel corso degli anni, attraverso interrogazioni e proposte di legge, testimoniano l’impegno costante nel sollevare la questione e ricercare soluzioni.
Le minacce ricevute da parte di radicali ambientalisti evidenziano la sensibilità e la polarizzazione che circondano il tema.
L’evoluzione legislativa europea, che ha recentemente modificato lo status di protezione del lupo, aprendo la strada a una gestione più flessibile, offre ora un quadro normativo più favorevole all’adozione di misure di controllo.
Il recepimento di questa normativa a livello nazionale rappresenta un’opportunità cruciale per affrontare la problematica in modo efficace e sostenibile, garantendo la convivenza tra lupi e comunità locali.









