L’eco di un’inattesa invasione si riaccende: Rita De Crescenzo, figura carismatica del panorama TikTok napoletano, lancia una nuova sfida, una sorta di invito a un pellegrinaggio collettivo verso Roccaraso, destinazione sciistica abruzzese segnata nel tempo da un evento che ha infranto le convenzioni del turismo di massa.
Un anno fa, un impulso spontaneo, amplificato dalla potenza algoritmica della piattaforma, aveva portato circa duecento pullman carichi di persone provenienti da Napoli a riversarsi sulle piste abruzzesi, creando una scena dirompente, un’esplosione di vitalità partenopea in un contesto montano tradizionale.
L’annuncio attuale non è semplicemente una replica dell’evento precedente, ma sembra voler trascendere la mera ripetizione.
Implica un desiderio di riconfermare un legame, di consolidare un’identità culturale che si proietta al di fuori dei confini urbani, reclamando uno spazio per la convivialità e l’espressione popolare.
“Voglio tutta Napoli a Roccaraso con me” non è un semplice desiderio di presenza fisica, ma un’affermazione di appartenenza, un’aspirazione a creare una comunità effimera ma intensa, un microcosmo partenopeo immerso nel paesaggio abruzzese.
L’imperativo “fate gli educati” suggerisce una consapevolezza dei possibili fraintendimenti e delle tensioni che un simile afflusso di persone potrebbe generare.
È un appello alla responsabilità collettiva, un tentativo di mediare tra l’esuberanza tipica della cultura napoletana e il rispetto per le dinamiche sociali e ambientali del luogo ospitante.
L’invito non è solo rivolto ai futuri partecipanti, ma anche a Roccaraso stessa, a prepararsi ad accogliere un’ondata di energia, di colori, di voci, di tradizioni che inevitabilmente lasceranno un’impronta.
Questo fenomeno, più che un semplice “turismo”, rappresenta un’espressione di nuove forme di mobilità culturale, dove i social media fungono da catalizzatori di esperienze condivise, di desideri di evasione, di ricerca di identità.
È un sintomo di un’epoca in cui i confini geografici appaiono sempre più sfumati, e la comunità non è più definita solo dalla prossimità fisica, ma dalla condivisione di valori e passioni, amplificate dalla rete.
L’evento di Roccaraso, riproposto con questa nuova chiamata, si configura come un esperimento sociale, un’opportunità di osservare da vicino le dinamiche di un turismo popolare, spontaneo, spesso imprevedibile, capace di sovvertire le aspettative e di ridefinire il concetto stesso di viaggio.
È la Napoli digitale che si proietta sulle montagne abruzzesi, un’immagine che sfida le stereotipie e che reclama il diritto di esistere, di divertirsi, di condividere la propria identità in un contesto diverso dal proprio, con un’unica, ferma richiesta: la cortesia.





