Piemonte, lavoratori Konecta in piazza: rischio mille posti di lavoro

Un’onda di protesta coinvolge il Piemonte, con centinaia di lavoratori di Konecta (precedentemente Comdata), un importante call center, che oggi hanno espresso la loro frustrazione e preoccupazione attraverso una manifestazione di ampia portata sotto la sede della Regione Piemonte a Torino.

L’iniziativa, che ha visto la convergenza di pullman provenienti da Ivrea e Asti, testimonia la gravità della situazione e l’entità della forza lavoro potenzialmente impattata.
Al centro della contesa vi è la decisione aziendale di concentrare le attività in un’unica sede, a Torino, un progetto che solleva pesanti interrogativi sul futuro di numerosi dipendenti.

La riorganizzazione, presentata come una strategia di ottimizzazione, si traduce, di fatto, nella richiesta di trasferimento per circa mille lavoratori, una condizione che espone la loro stabilità economica e professionale a rischi significativi.

La protesta, promossa e coordinata dalle sigle sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil regionali, non si configura semplicemente come una reazione immediata alla comunicazione aziendale, ma rappresenta un appello urgente a un confronto costruttivo e alla ricerca di soluzioni alternative.

I sindacati, consapevoli della complessità della situazione economica e della necessità di adattamento, sostengono fermamente che la salvaguardia dell’occupazione e la tutela dei diritti dei lavoratori debbano essere priorità assolute.
La scelta di manifestare sotto la sede della Regione Piemonte è strategica.
L’obiettivo è sensibilizzare l’amministrazione regionale e sollecitare un intervento attivo nelle trattative con l’azienda.
I sindacati ritengono che l’impegno della Regione sia cruciale per mediare tra le esigenze aziendali e le istanze dei lavoratori, promuovendo un dialogo aperto e volto a evitare scelte drastiche che possano compromettere il tessuto sociale ed economico del territorio.

La protesta evidenzia, inoltre, la fragilità di un modello di sviluppo economico eccessivamente dipendente da grandi aziende, la cui strategia aziendale, pur perseguendo obiettivi di efficienza, rischia di generare impatti sociali negativi.

Il caso Konecta diventa quindi simbolo di un dibattito più ampio sulla necessità di politiche industriali che favoriscano la creazione di posti di lavoro stabili e la protezione dei lavoratori in contesti di profonda trasformazione economica.
L’auspicio è che la pressione esercitata dai lavoratori, sostenuti dalle loro organizzazioni sindacali, possa portare a una revisione del progetto aziendale e all’individuazione di soluzioni che garantiscano un futuro dignitoso per tutti i dipendenti.

- pubblicità -
- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -
Sitemap