Riorganizzazione del Percorso Scolastico Secondario: Un Nuovo Approccio alla Valutazione e al RecuperoLa Provincia di Trento ha presentato un ambizioso progetto di riforma del sistema di valutazione del secondo ciclo dell’istruzione secondaria di secondo grado, volto a superare l’approccio tradizionale e a promuovere un percorso di apprendimento più personalizzato e orientato al recupero delle lacune formative.
Il disegno di legge, recentemente approvato dalla Giunta provinciale, mira a una revisione profonda del sistema, con l’obiettivo di intervenire tempestivamente sulle difficoltà degli studenti e di incentivare un percorso di crescita integrato, che tenga conto non solo delle competenze disciplinari, ma anche delle abilità relazionali e civiche.
Il nucleo centrale della riforma consiste in una modulazione più fine degli interventi di supporto.
Attualmente, la segnalazione di carenze formative si manifesta con un voto di 6 accompagnato da un asterisco, indicativo di un’area di miglioramento da approfondire.
Il nuovo sistema, in vigore a partire dall’anno scolastico 2026/2027 per le classi prime, prevede un’intensificazione degli sforzi di recupero durante il passaggio dal secondo al terzo anno e dal quarto al quinto anno.
Questi interventi, strutturati attraverso prove e test definiti a livello scolastico, devono portare a un recupero completo delle lacune formative entro la fine di agosto.
Il consiglio di classe, esercitando la propria autonomia, avrà il compito cruciale di valutare l’efficacia del percorso di recupero e di decidere l’ammissione dello studente all’anno successivo, garantendo una valutazione puntuale e personalizzata.
Un elemento innovativo introdotto dalla riforma è la considerazione delle competenze relazionali come parte integrante del percorso formativo.
Queste abilità, fondamentali per la crescita personale e sociale degli studenti, saranno valutate con pari importanza rispetto alle discipline curricolari.
Insufficienze significative e ripetute in questo ambito potrebbero comportare la non ammissione alla classe successiva o la preclusione dell’accesso all’esame di Stato.
Il recupero in questo campo sarà promosso attraverso la partecipazione a progetti educativi e civici, stimolando l’impegno attivo degli studenti nella comunità.
La riforma si propone inoltre di allineare il sistema provinciale agli standard nazionali, rafforzando il legame tra valutazione e responsabilità.
Un voto insufficiente in condotta comporterà l’impossibilità di accedere all’esame di Stato, mentre un voto pari a 6 richiederà la presentazione di un elaborato critico alla commissione d’esame, incentivando una riflessione approfondita sui propri apprendimenti.
L’Assessora all’Istruzione, Francesca Gerosa, ha sottolineato l’approccio positivo e inclusivo della riforma, escludendo qualsiasi intento punitivo e concentrando gli sforzi sul recupero e sulla crescita degli studenti.
A supporto di questa visione, dati provinciali indicano che, tra il 2014 e il 2023, circa il 30% degli studenti ha manifestato carenze formative, con una percentuale preoccupante del 50% che ha affrontato il primo anno con difficoltà, spesso culminate in bocciature.
Le aree più critiche risultano essere i licei scientifici, in particolare l’asse dei linguaggi (35%) e le materie scientifico-tecnologiche (23%), evidenziando la necessità di interventi mirati.
Per garantire un ampio consenso e una corretta implementazione, è previsto un percorso di confronto con il Consiglio del sistema educativo provinciale, le Commissioni consiliari, i dirigenti scolastici, le Consulte dei genitori e degli studenti.









