Il 6 gennaio, una spirale di violenza e recidività ha scosso la rete ferroviaria ligure, culminando in un complesso quadro investigativo che ha portato al fermo di un uomo e una donna, sospettati di rapina, aggressione e tentata evasione.
L’evento iniziale, un brutale assalto a un passante, ha segnato l’inizio di una serie di azioni che hanno messo a dura prova la sicurezza e la tranquillità dei viaggiatori.
Secondo quanto ricostruito, il passante è stato inizialmente vittima di un’aggressione fisica che lo ha lasciato visibilmente scosso e disorientato.
La rapina, consumatasi in seguito all’aggressione, ha privato la vittima dei suoi averi.
La rapidità con cui i responsabili si sono allontanati dal luogo dell’evento, eludendo la prima risposta delle forze dell’ordine, ha inizialmente reso le indagini particolarmente complesse.
La vicenda ha preso una piega inaspettata quando, nelle ore successive, la vittima, recandosi presso la stazione ferroviaria di Imperia, ha riconosciuto i due aggressori.
La loro reazione, lungi dall’essere pacifica, ha scatenato un nuovo episodio di violenza, dimostrando una pericolosa propensione alla ritorsione e una flagrante mancanza di rispetto per la legge.
In questo secondo confronto, l’intervento del capotreno, volto a prevenire ulteriori escalation e a garantire l’incolumità dei presenti, ha innescato un’ulteriore aggressione.
Il capotreno, nel tentativo di impedire l’accesso dei due alla banchina di un treno in transito, ha subito lesioni alla mano, inferte con un frammento di vetro proveniente da una bottiglia.
L’evento, che ha richiesto l’intervento immediato del personale medico e delle forze dell’ordine, ha portato il capotreno a recarsi in pronto soccorso per le cure necessarie.
Parallelamente, un’intensificazione delle indagini, supportata dalle testimonianze dei presenti e dalle descrizioni fornite dall’aggredito, ha permesso agli agenti di rintracciare i due sospettati.
L’analisi scrupolosa delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza ha fornito elementi concreti a supporto delle accuse, confermando l’aggressione e la sottrazione di denaro.
La ripresa delle indagini e l’acquisizione di prove tangibili hanno permesso di ricostruire la sequenza degli eventi e di attribuire ai due fermati la responsabilità dei reati contestati.
In considerazione della gravità dei fatti, della pericolosità dei soggetti e del rischio di reiterazione della condotta, i due sono stati tradotti in custodia cautelare, separatamente: l’uomo presso il carcere di Imperia e la donna presso quello di Genova Pontedecimo, in attesa di ulteriori sviluppi giudiziari.
L’episodio solleva interrogativi sulla sicurezza nelle stazioni e sulla necessità di rafforzare le misure di prevenzione e repressione dei reati, garantendo un ambiente sicuro e protetto per tutti i viaggiatori.






