In un gesto simbolico che vibra di speranza e determinazione, il comitato per la riapertura della Biblioteca Magna Capitana di Foggia ha animato Piazza Giordano con un bookcrossing collettivo, un’iniziativa volta a riaccendere l’attenzione sulla grave perdita subita dalla comunità cittadina.
Dall’agosto del 2023, la sospensione del servizio di prestito librario ha lasciato un vuoto in un luogo che non è solo un deposito di volumi, ma un vero e proprio fulcro culturale e sociale per Foggia e la sua provincia.
L’azione, ideata e coordinata da Mario Nobile, referente del comitato, si configura come un ponte tra la conclusione di un anno di mobilitazioni e l’apertura di un nuovo percorso di dialogo costruttivo.
Il bookcrossing, con la sua essenza di condivisione e circolazione del sapere, incarna perfettamente l’urgenza di restituire alla città l’accesso alla cultura, un bene imprescindibile per la crescita individuale e collettiva.
“Questo gesto”, ha dichiarato Nobile, “è un augurio di buone feste, ma soprattutto un segnale forte: non possiamo permettere che la nostra comunità sia privata di un presidio culturale così importante.
La Biblioteca Magna Capitana non è semplicemente un luogo dove prendere in prestito un libro; è un punto di incontro, uno spazio di apprendimento, un motore di crescita per l’intera provincia.
”Il comitato è consapevole che la riapertura non sarà un processo rapido o semplice, ma si impegna a proseguire con rinnovata energia nel dialogo con le istituzioni regionali, in particolare con il Presidente Decaro e con chiunque assumerà la carica di Assessore alla Cultura.
Il nuovo capitolo che si apre richiede un approccio proattivo e collaborativo, volto a individuare soluzioni concrete e sostenibili per il futuro della biblioteca.
L’iniziativa sottolinea come la cultura non sia un lusso, ma un diritto fondamentale, un pilastro per il benessere sociale ed economico di una comunità.
La Biblioteca Magna Capitana rappresenta un patrimonio da tutelare e valorizzare, un investimento nel futuro di Foggia e della sua gente.
La sua riapertura non è solo una questione di libri e scaffali, ma una necessità impellente per il risveglio e la prosperità della città.







