L’Arte del Segno: Viaggio nell’Evoluzione della Grafica Giapponese da Hokusai al MangaBologna ospita un evento culturale di portata eccezionale: una retrospettiva monumentale dedicata all’evoluzione della grafica giapponese, un percorso che abbraccia un arco temporale che va dal periodo Edo (1603-1868) fino alle contemporanee espressioni artistiche.
“L’Arte del Segno”, ideata da MondoMostre in collaborazione con il Museo Civico Archeologico, e curata da Rossella Menegazzo e Eleonora Lanza, non si limita a esporre opere, ma ambisce a decifrare il fascino globale di una cultura che ha saputo fondere con maestria l’estetica, la narrazione e l’innovazione tecnologica.
L’esposizione, accessibile dal 20 novembre 2024 al 6 aprile 2026, raccoglie un patrimonio di oltre 250 opere, un caleidoscopio di stampe, libri illustrati, manifesti, tessuti pregiati e oggetti d’arte.
Il viaggio inizia con le *ukiyo-e*, le “immagini del mondo fluttuante”, un movimento artistico che nel corso del XVII e XIX secolo rivoluzionò l’estetica giapponese.
Queste opere, caratterizzate da una profonda sensibilità verso la natura, la vita quotidiana e il mondo del teatro *kabuki*, non solo riflettono la società del tempo, ma anticipano, con la loro composizione audace e l’uso espressivo del colore, tendenze che avrebbero influenzato profondamente l’arte occidentale.
Figure chiave come Hiroshige, con i suoi iconici paesaggi che catturano l’essenza della bellezza naturale, e Hokusai, con la sua celebre “La grande onda di Kanagawa”, si affiancano alle raffinate rappresentazioni femminili di Utamaro e ai ritratti penetranti degli attori kabuki realizzati da Sharaku, Kunisada e Kunimasa.
L’avvento dell’era Meiji (1868) segna un punto di svolta: l’apertura al mondo occidentale e l’industrializzazione portano a una trasformazione radicale dell’illustrazione, che si evolve verso una grafica applicata, precursore della figura del designer moderno, un professionista capace di coniugare funzione e estetica.
Il Novecento vede la grafica giapponese rinnovarsi grazie all’introduzione di nuove tecniche e materiali.
Kamekura Yūsaku, considerato il padre della grafica moderna, è una figura centrale in questo processo di sperimentazione.
L’avvento della fotografia, l’utilizzo dei computer e la stampa digitale negli anni Settanta e Ottanta ampliano ulteriormente le possibilità espressive, creando un dialogo continuo tra la tradizione e l’innovazione.
L’eredità di secoli di maestria artigianale si fonde con le nuove tecnologie, generando opere di straordinaria ricchezza e complessità.
L’evento, concepito in continuità con le iniziative di approfondimento dei rapporti tra Italia e Giappone promosse in occasione di Expo Osaka 2025, celebra anche il 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra i due paesi.
La mostra si articola in quattro sezioni tematiche, ognuna delle quali offre una prospettiva unica sulla ricchezza e la diversità della grafica giapponese.
“Motivi di Natura” esplora il profondo significato simbolico attribuito alla natura nella cultura giapponese, dalle stampe policrome alle applicazioni artistiche su tessuti e oggetti d’arte.
“Volti e Maschere” stabilisce un suggestivo parallelo tra i ritratti *ukiyo-e* e le forme espressive contemporanee come il cinema, il teatro e l’animazione, con particolare attenzione alle collaborazioni tra designer, registi e stilisti, tra cui l’innovativo Issey Miyake.
“Calligrafia e Tipografia” analizza l’armonioso equilibrio tra parola e immagine, dal gesto calligrafico alla grafica moderna, fino alla narrazione visiva dei manga.
Infine, “Giapponismo Contemporaneo” illustra l’influenza pervasiva della cultura giapponese su manga, anime, design, moda e sulla cartellonistica italiana del primo Novecento, testimoniando un’eredità artistica viva e in continua evoluzione.
Le opere esposte provengono da prestigiose istituzioni italiane e giapponesi, tra cui la Dai Nippon Foundation, e sono accompagnate da un ricco programma di eventi collaterali, cataloghi e incontri con esperti, in collaborazione con le principali istituzioni culturali bolognesi.








