Il Molise ha perso una delle sue figure più emblematiche, Maria Arcangela Cirucci, conosciuta affettuosamente come “zia Mariuccia”, spentasi serenamente a Riccia all’età straordinaria di 110 anni.
La sua scomparsa segna la fine di un’epoca, di una vita che si è incrociata con i grandi eventi del Novecento, testimoniando un’epoca di profondi cambiamenti sociali, economici e politici.
Zia Mariuccia non era semplicemente la donna più longeva del Molise; era un archivio vivente, una custode di memorie che affondavano le radici in un’epoca ormai lontana.
La sua esistenza, protrattasi per oltre un secolo, si è sviluppata in un contesto storico segnato da due conflitti mondiali, eventi che hanno radicalmente trasformato il panorama geopolitico e le dinamiche sociali, e da periodi di grave instabilità economica che hanno messo a dura prova la resilienza delle comunità rurali.
La sua vita, scandita dal ritmo inesorabile delle stagioni, rappresenta un esempio di adattabilità e ingegno.
In un’epoca in cui le opportunità erano limitate e la precarietà era una costante, si è reinventata più volte, abbracciando diverse professioni per assicurare il sostentamento della sua famiglia.
Dalla sarta, abile nel creare abiti che riflettevano la moda e le esigenze del tempo, alla benzinaia, figura spesso assente nelle cronache ma essenziale per la vita quotidiana, ha dimostrato una forza d’animo e una versatilità rare.
Il suo contributo alla comunità di Riccia è stato inestimabile.
Al di là del ruolo di madre e nonna, si è trasformata, con il passare degli anni, in una figura materna per l’intera popolazione, un punto di riferimento affettivo e un serbatoio di saggezza popolare.
Le feste del paese, i momenti di aggregazione, erano per lei occasioni speciali, condivise con affetto e gratitudine.
Il cordoglio espresso dal sindaco Pietro Testa e dall’amministrazione comunale sottolinea non solo la perdita di una cittadina illustre, ma anche la consapevolezza di un vuoto incolmabile.
L’eredità che lascia non si misura in beni materiali, ma in valori come la perseveranza, la dedizione alla famiglia, il senso del dovere e l’amore incondizionato per la propria terra.
Zia Mariuccia è stata, e continuerà ad essere, un simbolo di resilienza e un esempio luminoso per le generazioni future, un monito a non dimenticare le radici e a coltivare i valori che rendono una comunità forte e coesa.
La sua storia è un tesoro da custodire, un racconto che incarna lo spirito autentico del Molise.








