L’alba di oggi ha segnato un capitolo significativo nella lotta alla criminalità organizzata calabrese, con l’esecuzione dell’operazione “Res Tauro” che ha visto l’arresto di numerosi esponenti di spicco della cosca Piromalli, una delle più potenti e radicate della ‘ndrangheta in provincia di Reggio Calabria.
Tra i destinatari delle misure cautelari figura la figura storica di Raffaele “Pino” Piromalli, detto “Facciazza”, un uomo di 80 anni che incarna l’eredità di un impero criminale secolare.
La figura di Piromalli, emersa prepotentemente negli anni ’90 come uno degli architetti del potere mafioso nella zona di Gioia Tauro, rappresenta un elemento di continuità con un passato di violenza e controllo del territorio.
Dopo aver espiato una pena di 22 anni di reclusione, culminata con il regime del 41 bis, rilasciato nel 2021, Piromalli è riemerso con una capacità di riorganizzazione che ha destato l’attenzione degli inquirenti.
Il soprannome “Facciazza”, derivante da una cicatrice che segna il suo volto, è divenuto un simbolo del suo passato di latitanza e della sua ferocia.
L’arresto, avvenuto a distanza di sei anni dalla sua precedente cattura nel 1999, testimonia la persistente capacità della cosca Piromalli di operare al riparo delle istituzioni, nonostante i continui sforzi delle forze dell’ordine.
L’inchiesta condotta dalla DDA di Reggio Calabria, con l’esecuzione dei carabinieri del ROS, ha delineato il ruolo centrale di Piromalli all’interno dell’organizzazione: non solo come capo, ma come promotore e organizzatore di attività illecite che spaziano dal traffico di droga all’estorsione, fino al controllo illegale di appalti pubblici.
L’operazione Res Tauro non è solo un colpo alla leadership della cosca, ma anche un’indagine complessa che mira a svelare le dinamiche interne, le ramificazioni territoriali e le connessioni con altre organizzazioni criminali, sia italiane che internazionali.
La figura di Piromalli, con la sua lunga storia criminale e la sua capacità di resilienza, rappresenta una sfida costante per lo Stato, un monito sulla necessità di un impegno continuo e di strategie innovative per contrastare efficacemente la ‘ndrangheta e le sue radici profonde nel tessuto sociale ed economico del territorio.
L’indagine approfondirà i suoi rapporti con i familiari e gli affiliati, cercando di smantellare definitivamente l’apparato criminale che ha gestito per decenni.








