Caldo record, pronto soccorso sotto pressione: accessi in forte aumento tra Canavese e Valle d’Aosta

L’ondata di afa mette in difficoltà ospedali e servizi di emergenza. Crescono i malori, soprattutto tra gli anziani, mentre il 118 registra un numero record di interventi.

Le temperature eccezionali di questi giorni stanno avendo pesanti ripercussioni sul sistema sanitario. In Canavese gli accessi ai pronto soccorso sono aumentati del 16% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre in Valle d’Aosta si registra un’impennata dei malori tra gli over 75. Colpi di calore, disidratazione e svenimenti sono tra le principali cause di intervento.

L’ondata di caldo che sta interessando il Nord Italia non si limita a far salire il termometro. A crescere è anche la pressione sul sistema sanitario, con pronto soccorso e servizi di emergenza chiamati a fronteggiare un numero di richieste nettamente superiore rispetto allo scorso anno.

Nel Canavese, secondo i dati raccolti dalle strutture ospedaliere, gli accessi ai pronto soccorso sono aumentati di circa il 16% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un incremento significativo che conferma come le temperature elevate incidano direttamente sullo stato di salute della popolazione, in particolare delle persone più fragili.

Situazione analoga anche in Valle d’Aosta, dove i medici segnalano un forte aumento dei malori tra gli anziani. I casi che riguardano pazienti con più di 75 anni risultano addirittura triplicati rispetto ai giorni ordinari, evidenziando come il caldo estremo rappresenti un rischio concreto soprattutto per chi soffre di patologie croniche o cardiovascolari.

Tra le principali cause di accesso ai pronto soccorso figurano colpi di calore, episodi di disidratazione, svenimenti dovuti all’abbassamento della pressione arteriosa e coliche renali, favorite dalla perdita di liquidi e dalla difficoltà nel mantenere un’adeguata idratazione.

L’emergenza interessa anche il sistema di soccorso territoriale. Il 118 dell’area metropolitana di Torino sta infatti affrontando giornate particolarmente intense, con oltre 1.100 missioni quotidiane, un dato che testimonia la straordinaria pressione cui sono sottoposti operatori sanitari, medici e volontari.

Negli ospedali, oltre all’aumento degli accessi, cresce anche la complessità della gestione dei pazienti, poiché alle consuete emergenze estive si sommano le conseguenze delle alte temperature su persone già affette da malattie croniche, respiratorie o cardiache.

Le autorità sanitarie rinnovano quindi l’invito alla prudenza, soprattutto per anziani, bambini e soggetti vulnerabili. Le raccomandazioni restano quelle di evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde della giornata, bere frequentemente anche in assenza dello stimolo della sete, privilegiare ambienti freschi e ventilati e prestare particolare attenzione ai primi segnali di malessere.

Le previsioni meteorologiche indicano che il caldo intenso potrebbe proseguire ancora nei prossimi giorni. Una prospettiva che mantiene alta l’attenzione delle strutture sanitarie, chiamate a gestire un’emergenza che, anno dopo anno, assume dimensioni sempre più rilevanti anche sul fronte dell’assistenza ospedaliera.

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