Alla Call for Ideas 2026 della Fondazione Canavese2030 premiati progetti su inclusione, sport, territorio e innovazione digitale.
A Ivrea, per una mattina, il futuro del Canavese ha avuto il volto di centinaia di studenti. Niente lezioni tradizionali, niente teoria fine a sé stessa: sul palco delle Officine H sono salite idee concrete, proposte per il territorio e una nuova generazione che prova a immaginare come trasformare il Canavese nei prossimi anni.
La terza edizione di “Contaminazioni – #Call for Ideas”, promossa dalla Fondazione Canavese2030, ha riunito oltre 700 ragazzi provenienti dagli istituti superiori del territorio, insieme a insegnanti, amministratori, imprese e associazioni. Un evento che ormai sta diventando un punto di riferimento per chi prova a costruire un dialogo reale tra scuola, innovazione e comunità locale.
Il tema scelto per il 2026 è stato lo sport, interpretato però in una chiave molto più ampia della semplice attività agonistica. Inclusione, socialità, benessere e valorizzazione del territorio sono stati i fili conduttori dei progetti presentati dagli studenti, anche in relazione al riconoscimento ottenuto dalle Terre del Canavese come Comunità Europea dello Sport ACES.
Ad aprire la giornata è stata la consegna del Canavese Experience Awards al Velodromo Francone di San Francesco al Campo, considerato un simbolo sportivo e formativo del territorio. Poi spazio agli interventi e alle idee, con la partecipazione del divulgatore scientifico Marco Camisani Calzolari, che ha parlato di cybersicurezza, intelligenza artificiale e trasformazione digitale davanti agli studenti.
L’aspetto più significativo dell’iniziativa resta però l’obiettivo dichiarato della Fondazione: non limitarsi a premiare elaborati scolastici, ma trasformare almeno una parte delle proposte in interventi concreti sul territorio.
A conquistare il primo premio è stato l’Istituto “Camillo Olivetti” di Ivrea con “Oltre la rete… Pallavolo Inclusiva”, un progetto che utilizza lo sport come strumento per superare barriere sociali e favorire la partecipazione delle persone con disabilità. Alla scuola è andato un contributo da 3 mila euro.
Secondo posto e menzione speciale per l’Istituto “Aldo Moro” di Rivarolo Canavese grazie al progetto “A spasso con Aldo”, un percorso virtuale tra luoghi dello sport e del territorio attraverso il metaverso. Un’idea che guarda apertamente al digitale e che ha ottenuto anche un ulteriore sostegno economico annunciato direttamente dal Velodromo Francone.
Premiati anche l’Istituto “Piero Martinetti” di Caluso con un itinerario cicloturistico dedicato al Canavese e il “Giovanni Cena” di Ivrea con un progetto di riscoperta dei luoghi meno conosciuti della città.
Dietro l’evento emerge un messaggio preciso: trattenere i giovani in Canavese non significa soltanto creare lavoro, ma dare loro la possibilità di partecipare davvero alla costruzione del territorio.
La Fondazione Canavese2030 insiste da tempo su un modello di sviluppo basato su innovazione sociale, collaborazione tra pubblico e privato e coinvolgimento delle nuove generazioni. La nascita dello Young Advisory Board del Canavese, presentato ufficialmente durante la manifestazione, va proprio in questa direzione: offrire ai ragazzi uno spazio stabile di partecipazione e progettazione territoriale.
In un territorio spesso raccontato attraverso crisi industriali, problemi infrastrutturali e spopolamento, l’immagine delle Officine H piene di studenti ha assunto anche un valore simbolico. Un ritorno alle origini olivettiane di Ivrea, dove innovazione, formazione e comunità erano parte dello stesso progetto culturale.

