Seafuture: Dialogo, Inclusione e le Sfide della Blue Economy

La partecipazione esclusiva, la marginalizzazione deliberata di voci e prospettive, rappresenta una corrosione insidiosa del tessuto del dialogo, un terreno fertile per l’estremizzazione e la polarizzazione.
L’edizione 2025 di Seafuture, la fiera internazionale dedicata alla blue economy che si terrà alla Spezia, si presenta come un esperimento complesso, un tentativo di conciliare la promessa di una democrazia aperta, di pace e di libertà con le intrinseche ambivalenze del settore della difesa e della sicurezza.

L’assenza di delegazioni israeliane, sottolineata dalla presidente di Italia Blue Growth, Cristiana Pagni, solleva interrogativi significativi sull’inclusività e sulla completezza del dialogo che la fiera aspira a promuovere.
Seafuture, nata dall’esigenza di focalizzare l’attenzione sull’importanza strategica del mare in tutte le sue dimensioni – ambientali, economiche, sociali e tecnologiche – si configura come un crocevia di interessi e competenze.
La stretta collaborazione con la Marina Militare, inevitabile data la sede e la natura dell’evento, evidenzia la dicotomia tra l’innovazione tecnologica a duplice uso e le sue implicazioni etiche e geopolitiche.

La storia di Guglielmo Marconi, il cui genio applicato inizialmente al campo militare ha poi rivoluzionato le comunicazioni civili, incarna questa ambiguità, testimoniando come le scoperte scientifiche possano avere impatti contrastanti sulla società.
La fiera, che coinvolge un numero considerevole di aziende, con una rilevante componente internazionale (35% del totale), testimonia l’attrattiva di un settore in rapida evoluzione.
La tenace difesa della Spezia come sede di Seafuture, frutto di una sfida logistica e politica di notevole portata, riflette la consapevolezza del valore strategico dell’evento per il territorio.
L’appoggio delle istituzioni locali, espressione di una visione condivisa per il futuro, si rivela fondamentale per sostenere la crescita e lo sviluppo di Seafuture.

Tuttavia, l’equilibrio tra le diverse sensibilità – tra le esigenze della sicurezza nazionale e la promozione di una blue economy sostenibile e inclusiva – rimane una sfida cruciale, un banco di prova per la capacità di dialogare e di costruire un futuro condiviso, dove la collaborazione prevalga sulla contrapposizione.
La riflessione sulla partecipazione e l’inclusione deve essere costante, elemento vitale per garantire che Seafuture rappresenti veramente un ponte verso un futuro più prospero e pacifico.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -
Sitemap