Fonderia a Luogosano: la Valle del Calore dice no.

La Media Valle del Calore si è riversata ad Avellino, esprimendo una profonda inquietudine per l’imminente insediamento di una fonderia all’interno del polo industriale di Luogosano-San Mango.

La protesta, animata da centinaia di residenti, ha assunto la forma di un sit-in vibrante, parallelamente a un tavolo di confronto cruciale che si teneva presso la Prefettura.
A questo tavolo, rappresentanti della Pico srl, parte del gruppo Fonderie Pisano, si trovavano a negoziare con sindacati (Fiom e Fim, esclusi Uilm e Ugl), Confindustria e con lo stesso Comitato che guidava la mobilitazione popolare.

La Pico srl, erede di un sito precedentemente occupato da ArcelorMittal, intende realizzare manufatti in ghisa attraverso il riutilizzo di scarti industriali.

L’accordo, formalizzato il 21 novembre in sede regionale, prevedeva l’assunzione dei trenta lavoratori precedentemente licenziati e un investimento di venti milioni di euro per la riqualificazione del sito, con l’impegno a rispettare rigorosi standard ambientali.
Tuttavia, questa prospettiva di rilancio industriale genera forti resistenze nella comunità locale.
L’apprensione non deriva da una opposizione a priori alla reindustrializzazione, bensì dalla preoccupazione che un impianto di queste dimensioni possa compromettere la vulnerabilità e la sostenibilità di un territorio riconosciuto per la sua eccellenza agroalimentare.
La Valle del Calore è infatti il cuore pulsante della produzione di vini pregiati, come il Taurasi e il Fiano Docg, nonché di produzioni olivicole e altre colture di alta qualità.

Il timore è che l’impatto ambientale, anche se mitigato dagli impegni assunti, possa alterare la qualità dei prodotti, danneggiare le attività agricole e, in definitiva, minare l’identità stessa del territorio.

Il Comitato ProteggiAmo la Valle del Calore, affiancato da organizzazioni come Coldiretti, Legambiente e dal comune di Luogosano, rivendica un modello di sviluppo industriale più responsabile e coerente con le caratteristiche specifiche del contesto locale.

L’istanza non è quella di un blocco indiscriminato degli investimenti, ma di una riconversione produttiva che ponga al centro la salvaguardia dell’ambiente, la tutela delle risorse naturali e la promozione di un’economia sostenibile, in linea con le deliberazioni unanimi del consiglio comunale di Luogosano.

Si chiede, in sostanza, un’attenta valutazione dell’impatto ambientale e sociale dell’insediamento, e la ricerca di soluzioni innovative che concilino le esigenze di crescita economica con la preservazione del patrimonio culturale e naturalistico della Valle del Calore.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -
Sitemap