Un’inquietante fotografia emerge da uno studio congiunto tra l’Istituto Superiore di Sanità e la Procura di Avellino, focalizzato su 86 comuni irpini.
I primi risultati, parziali ma significativi, rivelano un’incidenza anomala di patologie respiratorie acute, con particolare riferimento all’asma, e un incremento della mortalità associata a tumori del testicolo e della mammella, sebbene ancora inferiore rispetto alla media regionale.
L’indagine, avviata formalmente nell’aprile 2024 con l’accordo siglato dal Procuratore Capo Domenico Airoma, prevede la consegna dei dati definitivi nell’aprile del 2025, offrendo una finestra dettagliata sulle dinamiche di salute pubblica in un’area geografica specifica.
L’analisi si estende a un territorio ampio, comprendente tutti i comuni di competenza della Procura avellinese, dove sono stati identificati 296 siti potenzialmente contaminati.
Un dato allarmante è che oltre la metà della popolazione residente (51%) vive a meno di un chilometro da queste aree a rischio, suggerendo una potenziale esposizione diffusa a fattori ambientali nocivi.
I livelli di inquinamento più critici sono stati riscontrati nei comuni di Avellino, Atripalda e Solofra, indicando una concentrazione di problematiche ambientali in queste zone.
“L’Irpinia è verde a metà,” commenta il Procuratore Airoma, con un’espressione che racchiude l’ambivalenza di un territorio ricco di risorse naturali ma gravato da un’eredità di contaminazione.
L’allarme è chiaro: è imperativo agire con determinazione per evitare che la regione si trovi ad affrontare una situazione paragonabile alla drammatica esperienza della “Terra dei Fuochi,” simbolo di devastazione ambientale e conseguenze sanitarie gravissime.
Le aree maggiormente vulnerabili, come precedentemente ipotizzato, risultano essere la Valle del Sabato e l’area dell’Irno, zone storicamente caratterizzate da attività industriali e pratiche gestionali ambientali problematiche.
In un’ottica di collaborazione interistituzionale, la Procura avellinese intensificherà la sinergia con la Procura Generale di Napoli, come testimoniato dalla presenza del Procuratore Generale Aldo Policastro, per potenziare le indagini, prevenire nuovi reati ambientali e perseguire quelli già commessi.
L’obiettivo primario è garantire la tutela della salute pubblica e la salvaguardia dell’ambiente, attraverso un approccio multidisciplinare che coinvolga competenze scientifiche, legali e istituzionali.
La sfida è complessa, ma l’impegno a proteggere il futuro dell’Irpinia è fermo e determinato.







