L’ondata influenzale di tipo A sta mettendo a dura prova il sistema sanitario napoletano, con un’impennata dei ricoveri che ha saturato i reparti di pneumologia e pediatria delle principali strutture ospedaliere.
I dati provenienti dal Cardarelli, dall’Ospedale del Mare e dal Santobono raccontano una situazione di allarme, aggravata dalla recente ripresa delle attività scolastiche.
Al Cardarelli, si registra un incremento del 25% nei ricoveri per grave influenza rispetto alle settimane precedenti, portando la media giornaliera degli accessi a 210.
Circa il 30% dei pazienti ospitati presenta polmonite virale, una complicanza sempre più diffusa, anche a causa della sovrapposizione di infezioni batteriche a quelle virali.
Il Direttore della Pneumologia, Antonio Russo, sottolinea l’importanza della vaccinazione anti-pneumococcica per la popolazione under 65, non come garanzia di immunità totale, ma come strumento per mitigare la gravità dei sintomi e prevenire complicazioni respiratorie più serie.
Il vaccino, infatti, non elimina il rischio di contrarre l’influenza, ma riduce l’impatto clinico della malattia.
L’Ospedale del Mare, nel comparare i dati attuali con quelli dello stesso periodo dello scorso anno, evidenzia un aumento significativo di casi di influenza di tipo A e di ricoveri per polmonite grave.
Tra il 29 dicembre e il 1° gennaio, 25 pazienti hanno richiesto supporto respiratorio, mentre numerosi altri si sono presentati con sintomi influenzali intensi e dispnea.
Il Direttore Sanitario, Giuseppe Vitiello, esprime particolare preoccupazione per la riapertura delle scuole, fonte potenziale di un’ulteriore diffusione del contagio, data la prossimità fisica tra studenti e personale docente per molte ore al giorno.
L’ospedale sta pertanto rafforzando le proprie strutture e raccomanda la gestione domiciliare della malattia sotto controllo medico, riservando i ricoveri ai casi più critici, anche per minimizzare l’esposizione ad altri patogeni presenti nelle aree di emergenza.
Al Santobono, l’aumento dei casi coinvolge anche i più piccoli, con picchi di 350 accessi giornalieri durante le festività.
Circa l’80% dei bambini presentava sintomi influenzali, inclusi disturbi respiratori, mentre l’8% è stato ricoverato per polmonite.
Il Primario del Pronto Soccorso, Vincenzo Tipo, osserva che i lattanti, in particolare quelli sotto i sei mesi di età (per i quali la vaccinazione non è raccomandata), sono particolarmente vulnerabili, a causa del contatto ravvicinato con familiari durante le celebrazioni natalizie.
La polmonite nei bambini, sebbene generalmente meno grave rispetto agli adulti, richiede comunque trattamenti più complessi e talvolta ossigenoterapia.
L’influenza di quest’anno si manifesta con febbre alta prolungata, che supera spesso i 3-5 giorni, e un’aggressività particolare nei confronti dei bambini.
L’imminente ripresa delle attività scolastiche rappresenta un fattore di rischio aggiuntivo, con un picco influenzale previsto per la terza o quarta settimana di gennaio.
La combinazione di contatti ravvicinati e la ridotta immunità nei bambini, soprattutto nei lattanti, rende la situazione particolarmente delicata e richiede un’attenzione continua da parte di famiglie, operatori sanitari e istituzioni scolastiche per contenere la diffusione del contagio e proteggere la salute dei più piccoli.
La prevenzione, attraverso l’igiene personale, la vaccinazione (ove possibile) e la tempestiva consultazione medica, rimane la strategia più efficace per affrontare questa ondata influenzale.








