Ritorna ad Aversa Monsignor Gazza: il popolo in festa

Il 6 dicembre prossimo, la comunità di Aversa e l’intera diocesi si raccoglierà in un momento di profonda commozione e spirituale rinnovamento: la traslazione delle spoglie mortali di Monsignor Giovanni Gazza, dal cimitero di Parma alla maestosa cattedrale di Aversa.
Un evento che segna il ritorno del pastore, che per oltre un decennio ha guidato la diocesi con saggezza, carità e un’incrollabile dedizione al suo popolo.

La celebrazione, presieduta da Monsignor Angelo Spinillo, sarà un’occasione non solo per onorare la memoria di un uomo di fede, ma anche per ripercorrere il suo percorso, segnato da un profondo impegno pastorale e missionario.
Interverranno figure di spicco del panorama ecclesiale: il Cardinale Crescenzio Sepe, testimone diretto del suo servizio; Padre Fernando Garcia Rodriguez, superiore dei Saveriani, ordine religioso a cui Monsignor Gazza apparteneva, e Monsignor Natale Paganelli, superiore regionale della Congregazione religiosa, per rendere omaggio a un confratello esemplare.
La nomina di Giovanni Gazza a vescovo di Aversa, avvenuta il 24 novembre 1980, sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, assunse un significato particolarmente toccante.
Già allora, giovane e promettente sacerdote saveriano, era stato nominato vescovo missionario in Sud America, un incarico prestigioso conferitogli dal Papa Giovanni XXIII, riconoscendone le qualità umane e spirituali.

L’insediamento ad Aversa, a ridosso del devastante terremoto che colpì Campania e Basilicata, lo vide immediatamente impegnato nell’assistenza alle popolazioni colpite, dimostrando una vicinanza concreta e una sensibilità profonda nei confronti delle sofferenze altrui.
Monsignor Gazza incarnò un modello di leadership pastorale incentrato sull’amore fraterno e la cura per ogni membro della comunità diocesana.

La sua guida, protrattasi per ben tredici anni, si distinse per un’attenzione particolare rivolta tanto ai sacerdoti, quanto ai laici, promuovendo un dialogo costruttivo e un cammino di crescita spirituale condiviso.

Il suo “amore paterno”, come spesso è stato definito, ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della diocesi.

Ritiratosi dall’impegno diocesano nel 1993, Monsignor Gazza, nonostante le precarie condizioni di salute, manifestò un desiderio struggente di rivedere i luoghi e le persone che avevano segnato profondamente la sua vita.

Due anni prima del decesso, avvenuto a Parma nel 1998, compì un commovente ritorno in Amazzonia, terra di missione che aveva tanto amato e dove aveva iniziato il suo cammino sacerdotale.
Quel gesto, testimoniato con affetto dai confratelli missionari, è un ulteriore sigillo alla sua dedizione a Dio e agli uomini.

Il ritorno delle sue spoglie ad Aversa non è solo un atto di pietà, ma un segno tangibile della sua appartenenza a questa terra, della sua vicinanza al popolo che ha guidato con passione e dedizione.
Come sottolinea Padre Maurizio Patriciello sui social media, “Finalmente! Giovanni Gaza, nostro vescovo dal 1980 al 1993, sepolto nel cimitero di Parma, ritorna nella sua diocesi”.

Un uomo buono, mite, amante della verità, della giustizia e della pace, che continua ad ispirare la comunità e a intercedere per essa presso Dio.

Un vescovo, per molti, non solo di fede, ma di santità.

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