La comunità di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, affronta una grave emergenza geologica in seguito a un movimento franoso di notevole entità che ha profondamente inciso sul territorio e sulla vita dei suoi abitanti.
L’evento, verificatosi nelle ore notturne, ha comportato un cedimento significativo di un tratto della strada provinciale 12, arteria cruciale per la viabilità che collega il paese alla statale Gela-Catania, rendendola inagibile.
La dinamica geologica ha coinvolto un’area estesa del versante occidentale dell’abitato, manifestandosi con un ribassamento del terreno stimato tra i 6 e i 7 metri.
Questo movimento, caratterizzato da uno spostamento verso il fiume Maroglio, si estende su un fronte di circa 1.6 chilometri e interessa un’area complessiva di quasi un chilometro quadrato, evidenziando la vastità e la potenziale pericolosità del fenomeno.
L’immediata risposta delle autorità e del dipartimento della Protezione Civile regionale ha previsto misure precauzionali urgenti, incluse l’evacuazione di trentacinque residenti dalle proprie abitazioni, un numero che è stato incrementato in seguito a valutazioni tecniche più approfondite.
Inizialmente, sei famiglie, pari a 17 persone, sono state ospitate in strutture ricettive locali grazie al supporto del comune.
Successivamente, un ulteriore gruppo di diciotto persone ha trovato alloggio presso privati, a testimonianza della solidarietà e della resilienza della popolazione.
Oltre alle conseguenze dirette sulla viabilità, la frana ha impattato su infrastrutture critiche per la comunità.
Linee di distribuzione del metano e cavi in fibra ottica, essenziali per i servizi domestici e la connettività, hanno subito danni che richiedono interventi di verifica e messa in sicurezza da parte di tecnici specializzati e gestori delle reti.
Le indagini in corso mirano a quantificare l’entità del danno e a ripristinare rapidamente i servizi interrotti.
L’evento sottolinea la vulnerabilità del territorio, esacerbata da fattori quali la morfologia collinare, la composizione geologica del sottosuolo e, potenzialmente, l’impatto di eventi meteorologici estremi.
Richiede una valutazione accurata dei rischi, l’implementazione di misure di mitigazione a lungo termine e un rafforzamento delle strategie di prevenzione per tutelare la sicurezza della popolazione e la stabilità del territorio.
La ricostruzione e il ritorno alla normalità saranno un processo complesso che richiederà un impegno congiunto delle istituzioni, della comunità scientifica e dei cittadini stessi.








