Nuovo rilevatore di vene per i piccoli pazienti di Città di Castello

Un significativo impulso all’assistenza pediatrica nell’ambito dell’ospedale di Città di Castello è stato recentemente fornito dall’azienda A.
g.

Dimensione Edilizia srl, che ha donato al reparto di pediatria un avanzato rilevatore di vene.
Questo dispositivo tecnologicamente all’avanguardia, del valore superiore ai 3.000 euro, si configura come uno strumento cruciale per ottimizzare le procedure di prelievo venoso, spesso fonte di ansia e disagio per i piccoli pazienti.

La Usl Umbria 1 ha comunicato l’iniziativa, evidenziando come questa donazione si inserisca in un più ampio impegno verso il miglioramento continuo dei servizi sanitari offerti al territorio.

Il rilevatore di vene, un ausilio diagnostico e procedurale di precisione, permette di visualizzare in maniera chiara e dettagliata la rete venosa dei bambini, facilitando l’accesso e minimizzando i tentativi errati, che possono provocare dolore e aumentare lo stress.
Questa innovazione si rivela particolarmente preziosa in situazioni cliniche complesse o in pazienti con difficoltà nell’individuazione delle vene, come ad esempio neonati o bambini con condizioni mediche specifiche.
La cerimonia di consegna, avvenuta nei giorni scorsi, ha visto la presenza di Silvio Pasqui, direttore del presidio ospedaliero Alto Tevere, e Guido Pennoni, direttore del dipartimento materno-infantile e responsabile dei reparti di pediatria di Città di Castello e Gubbio-Gualdo Tadino.

I rappresentanti aziendali hanno espresso profonda gratitudine per il gesto di responsabilità sociale dimostrato da A.
g.
Dimensione Edilizia srl, sottolineando come tale iniziativa rappresenti un concreto esempio di come l’impegno del settore privato possa contribuire a rafforzare il sistema sanitario locale.
“Questo dono non è solo un contributo economico, ma un segnale di vicinanza e attenzione verso i nostri piccoli pazienti e le loro famiglie,” ha dichiarato Silvio Pasqui, ribadendo l’importanza di investire in tecnologie innovative per elevare la qualità dell’assistenza.

Guido Pennoni ha aggiunto che l’utilizzo del rilevatore di vene avrà un impatto diretto sulla gestione clinica quotidiana, permettendo di ridurre il dolore e l’ansia dei bambini, un obiettivo primario per l’équipe medica.
L’iniziativa sottolinea un modello di partnership virtuoso tra istituzioni sanitarie, imprese e comunità, dimostrando come il sostegno del tessuto economico locale possa tradursi in benefici tangibili per la collettività, in particolare per i più giovani e vulnerabili.
L’Usl Umbria 1 evidenzia come questo gesto si allinei con la strategia di sviluppo del sistema sanitario regionale, orientata alla centralità del paziente e alla promozione di cure sempre più personalizzate ed efficaci.
La speranza è che questa iniziativa possa ispirare ulteriori collaborazioni e stimolare un’ulteriore crescita qualitativa nell’assistenza pediatrica del territorio.

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