Riscoprire il regno nascosto che pulsa nel cuore delle città, un ecosistema urbano sorprendente e spesso ignorato, è l’invito che risuona dall’Almanacco Barbanera.
Più che un semplice calendario, è un compendio di saggezza popolare e osservazioni naturalistiche, un ponte tra il ritmo inesorabile del tempo e il respiro profondo della terra.
Tetti, cortili, parchi abbandonati diventano territori inesplorati, rifugi per gheppi, istrici, cinghiali, volpi e scoiattoli, creature che condividono lo spazio umano in un delicato equilibrio.
L’Almanacco, con una storia secolare che affonda le sue radici nel 1762, è stato riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale (Memory of the World dal 2015), testimonianza della sua importanza come custode di saperi e tradizioni.
Come sottolinea Luca Baldini, direttore editoriale, l’almanacco è un luogo di riconnessione, un punto di riferimento che lega la misurazione del tempo alla narrazione della nostra identità, rinsaldando il legame con la natura che ci circonda.
Nell’era dell’iperconnessione e della sovrabbondanza di informazioni, l’almanacco ci ricorda che la vera ricchezza non risiede nella quantità, ma nella capacità di comprendere e collegare i diversi elementi che compongono il nostro mondo.
L’intelligenza artificiale, lungi dall’essere un’alternativa, dovrebbe essere integrata da un’intelligenza umanistica, capace di orientarci verso ciò che è veramente significativo e bello, per noi e per il pianeta.
Ritrovare il piacere di curare un piccolo orto, di preparare un dolce tradizionale, di dedicare attenzione alla vita quotidiana, sono gesti apparentemente semplici che ci riconnettono al ciclo naturale, al “ritmo del mondo”, come lo definirebbe Barbanera.
La Fondazione Barbanera 1762, nata nel 2002, rappresenta un vero e proprio scrigno di memorie, un luogo dedicato alla salvaguardia della cultura almanachistica.
Ospita la più vasta collezione mondiale di calendari e lunari, accessibile online su www.bibliotecabarbanera.it.
Ogni mese dell’Almanacco celebra i doni della terra: ortaggi di stagione, frutti succosi, erbe aromatiche, fiori colorati e funghi prelibati, accompagnati da proverbi, consigli pratici e curiosità.
L’edizione 2026 è arricchita da suggestivi illustrazioni realizzate da Valeria Biasin, artista veneta, che aggiungono un tocco di poetica bellezza alla tradizione almanachistica, un invito tangibile a rallentare, osservare e riscoprire la magia che si cela nel cuore della natura e, sorprendentemente, anche nel cuore della città.

