La scomparsa di Arnaldo Caprai, figura emblematica dell’imprenditoria umbra, lascia un vuoto in un territorio che ha saputo interpretare e proiettare nel mondo con audacia e profonda visione.
A 92 anni, lascia ai figli Arianna, Marco e Luca, e a un’intera comunità un’eredità di valori, innovazione e impegno sociale, come testimoniano le parole che essi stessi condividono: un padre ottimista e generoso, capace di guardare al futuro con incrollabile fiducia nell’impresa e nel progresso.
La vita di Arnaldo Caprai è stata un viaggio straordinario, un percorso di trasformazione e crescita che ha attraversato settori diversi, dal tessile al vino, con un filo conduttore: la ricerca incessante dell’eccellenza e la volontà di creare qualcosa di duraturo.
Il suo approccio all’imprenditoria trascendeva la mera logica del profitto, incarnando un profondo senso di responsabilità verso il territorio, le persone e le generazioni future.
La sua avventura imprenditoriale è iniziata nel 1955, giovane e determinato, come venditore di biancheria per la casa nell’Italia centrale, un’esperienza che gli ha permesso di comprendere da vicino le esigenze del mercato e di sviluppare un intuito acuto.
L’evoluzione verso la produzione autonoma di biancheria per la casa, e successivamente la creazione del maglificio artigianale nel 1964, hanno segnato il primo passo verso la costruzione di un impero tessile.
L’acquisizione del marchio Cruciani, con la creazione di Maglital, ne ha consacrato il successo internazionale, elevando il Made in Italy a simbolo di lusso e raffinatezza.
Ma la visione di Caprai andava oltre la mera produzione tessile.
La sua passione per l’arte del merletto lo ha portato a costituire una collezione museale unica al mondo, un vero e proprio tesoro di oltre 25.000 reperti che testimonia la ricchezza e la fragilità di un’arte millenaria.
L’inaugurazione del primo museo virtuale delle arti tessili nel 2007, un’iniziativa pionieristica che gli valse il prestigioso Premio Guggenheim, ne ha ulteriormente amplificato la portata culturale.
Un’altra tessera fondamentale del mosaico arnaldiano è la sua profonda dedizione al mondo del vino.
Nel 1971, l’acquisizione di 42 ettari a Montefalco, con la Tenuta Val di Maggio, ha dato il via a un progetto visionario volto alla valorizzazione del Sagrantino, un vitigno autoctono umbro, a quel tempo marginalizzato.
Grazie alla sua passione e al suo impegno, il Sagrantino è stato riscoperto e portato sulle tavole più prestigiose del mondo, contribuendo a far conoscere Montefalco e il suo vino in ogni angolo del pianeta.
La produzione attuale di circa un milione di bottiglie all’anno testimonia il successo di questa scommessa.
Il riconoscimento del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, con la nomina a Cavaliere del Lavoro nel 2003, non è stato solo un onore personale, ma un sigillo di approvazione per una carriera dedicata all’eccellenza, all’innovazione e alla responsabilità sociale.
I figli, Arianna, Marco e Luca, riassumono l’essenza dell’insegnamento paterno: “rispetto per il mestiere e per le persone che vi lavorano”.
Arnaldo Caprai ha lasciato un’impronta indelebile, un esempio di come l’imprenditoria possa essere un motore di crescita economica, culturale e sociale, e un’eredità di valori che continuerà a ispirare le generazioni future.
La sua storia è un inno all’ingegno, alla passione e all’amore per la propria terra.

